La città di Bari è alle prese con un’impresa complessa: sostituire 20mila carte d’identità cartacee con la Carta d’Identità Elettronica (Cie) entro il 3 agosto, termine fissato dal Parlamento Europeo per il passaggio obbligatorio al nuovo documento digitale.
La legge e le novità della Cie
Il regolamento europeo 2019/1157, recepito dal Ministero dell’Interno, obbliga tutti i cittadini a dotarsi della Cie. Il documento elettronico, più pratico e durevole, richiede però tempi più lunghi per la compilazione e controlli aggiuntivi, incidendo pesantemente sulla gestione degli uffici demografici.
Le difficoltà degli uffici comunali
La questione è stata affrontata durante la Commissione consiliare Decentramento del Comune, presieduta da Antonello Delle Fontane (M5S). In audizione, la dirigente della Ripartizione Servizi Demografici, Elettorali e Statistici, Roberta Lorusso, ha spiegato le criticità:
- Per completare tutte le sostituzioni entro la scadenza, servirebbero 270 tessere rifatte ogni giorno, un numero quasi impossibile da raggiungere.
- Il personale disponibile è insufficiente: su 91 dipendenti totali, 74 operano nella sede centrale e solo 17 nelle 6 delegazioni di quartiere. Negli ultimi mesi, il totale è sceso a 89.
Le delegazioni operative sono attualmente cinque (erano dieci fino a qualche anno fa), mentre alcune chiusure storiche riguardano Loseto (2016), Ceglie (2018), Palese (2020) e Japigia (2022), alcune mai riaperte dopo la pandemia. Inoltre, diversi dipendenti usufruiscono di permessi legge 104 per assistere familiari.
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