Bari rifinanzia il contributo alloggiativo tra verifiche e sanatorie

Sostegno da 3,6 milioni di euro per le famiglie in difficoltà, ma l’accesso è vincolato alla regolarità della Tari

Un intervento straordinario da 3,6 milioni di euro per sostenere le famiglie in difficoltà economica in un contesto segnato da una crescente emergenza abitativa. A Bari l’amministrazione comunale ha deciso di rifinanziare il contributo alloggiativo, nonostante la misura sia stata eliminata a livello nazionale, utilizzando una quota dell’avanzo di amministrazione. Una scelta che ha consentito di mantenere attivo il bonus fitti, offrendo un supporto concreto a centinaia di nuclei alle prese con spese sempre più difficili da sostenere.

Il bando per accedere al contributo era stato pubblicato lo scorso ottobre, ma la graduatoria ha subito un ritardo che ha destato sorpresa tra i richiedenti. Alla base dello slittamento vi sono verifiche approfondite avviate dal Comune, necessarie per controllare il possesso dei requisiti richiesti, in particolare la regolarità nei pagamenti della Tari.

Le domande presentate sono state 2.587, un numero che conferma l’ampia platea di cittadini in condizione di fragilità. Tuttavia, dai controlli è emerso che 787 nuclei, quasi un terzo del totale, non risultano in regola con il tributo sui rifiuti. In alcuni casi si tratta di versamenti non effettuati integralmente, in altri di posizioni mai dichiarate. Una situazione che ha imposto un’attenta attività di verifica incrociata tra l’ufficio patrimonio e quello dei tributi.

La regolarità della Tari rappresenta un requisito imprescindibile per l’accesso al contributo, condizione già prevista nei bandi precedenti. Le verifiche hanno portato alla luce incongruenze e criticità che, secondo quanto emerso dall’amministrazione, in passato non erano state intercettate con la stessa puntualità. L’accertamento ha riguardato anche la corrispondenza tra l’intestatario del tributo e il soggetto richiedente il beneficio, elemento fondamentale per garantire correttezza e trasparenza nell’erogazione delle risorse pubbliche.

Per consentire ai nuclei non in regola di sanare la propria posizione, è stato fissato un termine al 23 febbraio. In queste settimane si sta registrando una corsa agli adempimenti, con molte famiglie impegnate a regolarizzare debiti accumulati nel tempo. In diversi casi si tratta di importi significativi, compresi tra i quattro e i cinquemila euro. Una cifra superiore rispetto al contributo potenzialmente ottenibile, che potrebbe risultare inferiore ai 1.500 euro qualora tutti i richiedenti in difetto riuscissero a mettersi in regola.

L’amministrazione ha confermato la volontà di sostenere i nuclei più vulnerabili, ma allo stesso tempo dovrà necessariamente privilegiare chi ha rispettato gli obblighi fiscali. Il principio adottato punta a coniugare solidarietà e legalità, assicurando che le risorse disponibili vengano assegnate in modo equo e trasparente.

Il contributo alloggiativo si era già rivelato determinante lo scorso anno, incidendo positivamente sulla gestione del bilancio familiare di numerosi cittadini. In un periodo caratterizzato dall’aumento dei costi abitativi e dalla difficoltà di accesso a soluzioni sostenibili, il sostegno economico rappresenta uno strumento essenziale per prevenire situazioni di morosità e disagio sociale.

Il rifinanziamento della misura conferma l’attenzione del Comune verso l’emergenza casa, ma evidenzia anche la necessità di un sistema di controlli rigoroso per garantire correttezza nell’assegnazione dei fondi. L’elevato numero di domande e le irregolarità riscontrate testimoniano la complessità della situazione e l’urgenza di interventi strutturali a sostegno delle fasce più deboli.

Nei prossimi giorni, con la scadenza fissata per la regolarizzazione delle posizioni Tari, si delineerà il quadro definitivo dei beneficiari. Solo dopo la conclusione delle verifiche sarà possibile procedere alla pubblicazione della graduatoria e all’erogazione dei contributi.

Il sostegno economico resta un aiuto fondamentale, ma passa attraverso il rispetto delle regole fiscali.

Redazione

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