Un nuovo strumento operativo per affrontare il fenomeno del barbonismo domestico è stato introdotto a Bari attraverso un protocollo d’intesa che coinvolge istituzioni, sanità e autorità giudiziaria. L’accordo è stato sottoscritto da Comune, Asl, Amiu, Procura, Tribunale e Ordine degli Avvocati, con l’obiettivo di garantire interventi più efficaci e coordinati.
Il fenomeno, sempre più diffuso, riguarda situazioni di accumulo compulsivo all’interno delle abitazioni. Si tratta di casi complessi, che presentano implicazioni igienico-sanitarie, sociali e psicologiche, e che in alcune circostanze possono incidere anche sulla sicurezza pubblica.
Alla base di queste condizioni vi è spesso una patologia specifica. La disposofobia porta le persone ad accumulare oggetti, rifiuti o materiali in modo incontrollato, compromettendo progressivamente la vivibilità degli spazi domestici. Le conseguenze non si limitano alla sfera individuale, ma possono coinvolgere anche familiari e vicinato.
Negli ultimi anni, il Comune di Bari è stato chiamato a intervenire in più occasioni. La gestione di questi casi si è però scontrata con la mancanza di procedure condivise tra i diversi enti, rendendo gli interventi più complessi e meno tempestivi.
Il nuovo protocollo nasce proprio per superare queste criticità. L’intesa punta a definire ruoli, competenze e modalità operative chiare, favorendo una collaborazione strutturata tra tutti i soggetti coinvolti. In questo modo, sarà possibile attivare interventi più rapidi e mirati.
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