Bari, è il giorno dell’insediamento della Commissione d’accesso a Palazzo di Città

Il team è guidato da figure di spicco: Claudio Sammartino, prefetto in quiescenza, affiancato da Antonio Giannelli, viceprefetto, e Pio Giuseppe Stola, maggiore dello Scico della Guardia di finanza

E’ giunta questa mattina a Palazzo di Città per indagare su presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nell’amministrazione cittadina la Commissione d’accesso, istituita dal Ministero dell’Interno. Questo team è guidato da figure di spicco: Claudio Sammartino, prefetto in quiescenza, affiancato da Antonio Giannelli, viceprefetto, e Pio Giuseppe Stola, maggiore dello Scico della Guardia di finanza. La formazione di questa Commissione risponde alla necessità di fare chiarezza su situazioni allarmanti emerse da indagini preliminari.

La decisione di nominare la Commissione segue un’attenta valutazione del Ministero dell’Interno, scaturita da un’indagine giudiziaria che ha portato alla luce gravi accuse. Meno di un mese fa, questa indagine ha condotto all’arresto di 130 persone, tra cui spiccano i nomi di Maria Carmen Lorusso, consigliera comunale, e di suo marito Giacomo Olivieri. Un aspetto particolarmente inquietante riguarda l’Amtab, l’azienda di trasporto pubblico urbano, al centro delle accuse per presunte infiltrazioni mafiose. È proprio in seguito a queste rivelazioni che si è reso necessario un intervento diretto per assicurare trasparenza e legalità nell’amministrazione.

La Commissione ha ora un arduo compito davanti a sé: dispone di tre mesi, estendibili per un’ulteriore periodo massimo di altri tre, per portare a termine le sue indagini e presentare le proprie conclusioni al prefetto. Quest’ultimo, entro quarantacinque giorni dal ricevimento delle conclusioni e dopo consultazione con il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, nonché con il procuratore della Repubblica competente, redigerà una relazione dettagliata da inviare al Ministro dell’interno. In base ai risultati, potrà essere decretato lo scioglimento dell’ente interessato o l’adozione di altri provvedimenti, mediante un decreto del Presidente della Repubblica, proposto dal Ministro dell’interno e deliberato dal Consiglio dei ministri. In assenza di elementi che giustifichino tali azioni, il Ministro procederà comunque con un decreto di chiusura del procedimento.

Redazione

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