Bari attiva servizio domiciliare per le Dat

Il Comune sperimenta un nuovo supporto per cittadini impossibilitati a recarsi agli uffici pubblici

Il Consiglio comunale di Bari ha approvato un ordine del giorno che introduce un servizio sperimentale di deposito a domicilio delle Dat (Disposizioni Anticipate di Trattamento), rivolto a chi non può recarsi personalmente negli uffici per motivi di salute o limitazioni fisiche. La proposta, avanzata da Angela Perna, presidente della Commissione Pari Opportunità, nasce dalla volontà di garantire un accesso più inclusivo ai diritti sanciti dalla legge 219 del 2017.

Un diritto accessibile a tutti
Il documento, condiviso anche da Nino Sisto, presidente della cellula “Luca Coscioni” di Bari, si ispira ai principi di uguaglianza, solidarietà e rispetto della dignità della persona, come stabilito dalla Costituzione italiana. L’ordine del giorno incarica sindaco e Giunta di predisporre modalità operative per consentire ai cittadini impossibilitati di depositare le Dat direttamente a domicilio, senza limitazioni dovute a condizioni di salute o mobilità ridotta.

Perna: inclusione e parità di diritti
“Questo ordine del giorno nasce da un confronto continuo con la cellula Coscioni e da un’analisi comparativa con altre città italiane, come Torino, che già garantiscono servizi simili”, spiega Angela Perna. La commissione Pari Opportunità ha condotto uno studio dettagliato sul numero di richieste annuali di Dat, lavorando in stretta collaborazione con l’assessora Giovanna Iacovone e la dirigente dell’Ufficio Anagrafe. L’obiettivo è garantire parità di diritti a tutti i cittadini, superando le disuguaglianze rilevate e rendendo Bari una città più inclusiva.

Sisto: dialogo tra istituzioni e cittadinanza
Secondo Nino Sisto, l’iniziativa rappresenta “un passo concreto verso una maggiore inclusione e accessibilità dei diritti”. La misura non crea nuovi diritti, ma rende realmente esercitabile un diritto già previsto dalla legge, anche per chi si trova in condizioni di fragilità. “Permettere il deposito delle Dat a domicilio è un riconoscimento del principio che nessuno deve essere escluso dall’esercizio dei propri diritti. Una comunità inclusiva si valuta anche dalla capacità delle istituzioni di adattare i servizi alle esigenze delle persone”, conclude Sisto.

Valore sperimentale e obiettivi futuri
Pur avendo carattere sperimentale, l’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità dai consiglieri presenti, sottolineando l’importanza attribuita dalla città di Bari alla tutela dei diritti civili e alla promozione di politiche inclusive. La misura rappresenta un esempio concreto di come il dialogo tra istituzioni e cittadinanza possa tradursi in servizi utili e realmente efficaci per chi vive condizioni di vulnerabilità.

Redazione

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