Un’avvocata del Foro di Bari sarebbe stata vittima di gravi minacce mentre svolgeva la propria attività professionale all’interno del carcere del capoluogo pugliese. A denunciare l’accaduto è la Camera Penale di Bari, che ha manifestato vicinanza alla collega e lanciato un nuovo allarme sul crescente numero di intimidazioni ai danni degli avvocati.
Secondo quanto riferito dai penalisti, l’episodio si sarebbe verificato il 6 luglio durante un colloquio tra la legale e il proprio assistito detenuto. Le minacce avrebbero profondamente scosso la professionista, compromettendone la serenità e la possibilità di proseguire l’incarico difensivo.
La Camera Penale sottolinea come gli avvocati operino spesso in contesti particolarmente delicati, segnati dalle tensioni legate ai procedimenti penali e alla privazione della libertà personale. Sempre più frequentemente, evidenzia l’associazione, la richiesta di risultati immediati sfocia in comportamenti aggressivi, minacce o episodi di violenza verbale e fisica.
Nel comunicato viene ricordato anche il recente caso di Termini Imerese, dove un avvocato sarebbe stato sequestrato nel proprio studio da un cliente. Episodi che confermano una tendenza considerata sempre più preoccupante dalla categoria.
Per questo motivo il Consiglio direttivo della Camera Penale di Bari ha inserito il tema degli “avvocati minacciati” tra le priorità del proprio programma, istituendo uno specifico gruppo di lavoro dedicato.
Nel ribadire la propria solidarietà alla professionista coinvolta, i penalisti hanno richiamato l’articolo 24 della Costituzione, ricordando che l’avvocato deve poter esercitare la propria funzione in piena libertà, senza pressioni o condizionamenti e senza essere identificato con il proprio assistito o con la causa che difende.
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