Il 18 giugno, presso la Casa Circondariale di Bari, si è verificata un’altra aggressione che ha coinvolto due unità di polizia penitenziaria. Nella seconda sezione, un detenuto italiano ha aggredito un assistente capo e un sovrintendente per motivi futili. I due agenti sono stati portati all’ospedale cittadino, dove hanno ricevuto entrambi una prognosi di 5 giorni.
Il sindacato Osapp, rappresentato da Giuseppe Cigna, ha lanciato un allarme sulla gravità della situazione all’interno del carcere di Bari. La carenza di organico della polizia penitenziaria è diventata insostenibile, lasciando il personale attuale estremamente provato. Il carico di lavoro eccessivo, spesso fino a 12 ore di servizio, sta compromettendo seriamente sia la salute fisica che morale degli agenti.
Cigna ha sottolineato che il carcere di Bari ha anche assunto il fabbisogno sanitario detentivo, con un centro clinico che ospita soggetti psichiatrici, rendendo la situazione ancora più esplosiva. Per fronteggiare questa emergenza, il sindacato Osapp chiede l’invio di almeno 60 nuove unità di polizia penitenziaria. Cigna ha lanciato un appello a tutte le istituzioni e al governo, chiedendo un intervento urgente per migliorare le condizioni lavorative e di sicurezza all’interno della struttura carceraria.
La situazione descritta evidenzia un quadro allarmante di degrado e sovraffollamento nelle carceri italiane, con particolare riferimento a quella di Bari. Il sindacato insiste sulla necessità di interventi strutturali e di risorse umane adeguate per garantire la sicurezza e la dignità del personale penitenziario.
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