La gestione delle risorse idriche nel Sud Italia torna al centro del dibattito istituzionale, con un confronto che coinvolge direttamente Molise e Puglia. Al centro dell’attenzione c’è la possibilità di rafforzare l’approvvigionamento idrico destinato sia alle attività agricole sia ai consumi civili, attraverso una strategia di collaborazione tra territori e un utilizzo più efficiente delle infrastrutture esistenti.
Uno degli elementi più rilevanti del progetto riguarda il collegamento con il Lago di Ponte Liscione, invaso molisano che rappresenta una riserva strategica per l’intero sistema idrico dell’area. Secondo le stime, questa infrastruttura potrebbe rendere disponibili fino a 60 milioni di metri cubi di acqua all’anno, una quantità significativa in grado di sostenere il fabbisogno di diversi distretti agricoli e delle reti idriche civili pugliesi.
Le risorse provenienti dal Liscione saranno convogliate verso il nodo di Finocchito, considerato uno dei punti più importanti della rete di distribuzione. Proprio su questo sito la Regione Puglia ha concentrato negli ultimi anni diversi interventi infrastrutturali con l’obiettivo di potenziare la capacità di accumulo e migliorare la gestione dei flussi idrici.
Nel dettaglio, è stata realizzata una nuova vasca di accumulo da circa 70mila metri cubi, che si aggiunge alla struttura preesistente con una capacità di circa 20mila metri cubi. Questo ampliamento consente di aumentare la flessibilità operativa dell’impianto e di gestire in modo più efficace i volumi d’acqua provenienti dalle diverse fonti.
Il sistema di Finocchito svolge una funzione cruciale nella rete idrica regionale perché riceve anche l’acqua proveniente dalla diga di Occhito, uno dei principali bacini utilizzati per rifornire il territorio pugliese. Da questo snodo strategico, l’acqua viene indirizzata sia verso le infrastrutture irrigue sia verso gli impianti destinati alla potabilizzazione gestiti dall’Acquedotto Pugliese.
Grazie a questa organizzazione, il nodo permette di alimentare contemporaneamente due filiere fondamentali: da un lato il comparto agricolo, dall’altro il servizio idrico civile. La distribuzione equilibrata delle risorse diventa quindi un fattore chiave per garantire stabilità alle attività produttive e sicurezza nell’approvvigionamento per la popolazione.
Nel corso di un incontro dedicato proprio alla gestione delle risorse idriche, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha sottolineato l’importanza di costruire una collaborazione stabile tra le amministrazioni coinvolte. L’obiettivo è valorizzare in maniera coordinata le potenzialità del sistema idrico che collega Molise e Puglia.
Secondo Decaro, un percorso condiviso tra i territori consentirebbe di sfruttare al meglio la disponibilità d’acqua del Lago di Ponte Liscione, favorendo allo stesso tempo lo sviluppo agricolo delle Piane di Larino e garantendo una maggiore sicurezza idrica alla Capitanata e all’intero sistema pugliese.
Il rafforzamento delle infrastrutture e l’integrazione tra i diversi bacini rappresentano dunque una risposta concreta alle sfide legate alla gestione dell’acqua nel Mezzogiorno. Periodi di siccità sempre più frequenti e la crescente domanda di risorse per agricoltura e uso civile rendono necessario un approccio coordinato, basato su investimenti mirati e su una pianificazione condivisa tra regioni.
In questo contesto, il progetto che coinvolge il Lago di Ponte Liscione e il nodo di Finocchito si configura come un passaggio strategico per aumentare la resilienza del sistema idrico tra Molise e Puglia, rafforzando la capacità di risposta alle esigenze dei cittadini e del comparto agricolo.
Il percorso di cooperazione istituzionale potrebbe quindi trasformarsi in un modello di gestione integrata delle risorse, capace di generare benefici non solo per le due regioni coinvolte ma, più in generale, per lo sviluppo economico e infrastrutturale del Mezzogiorno.
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