La Cittadella degli Artisti di Molfetta presenta Partenze, la stagione teatrale 2026-27 firmata da Teresa Ludovico e Gianni Forte, direttori artistici per Teatri di Bari, che gestisce il laboratorio urbano comunale. Da novembre 2026 ad aprile 2027, il cartellone propone undici spettacoli, sei appuntamenti serali e cinque dedicati alle famiglie, con un programma che spazia dalla prosa alla musica, dalla comicità alla rilettura delle fiabe.
Dopo il percorso avviato con Rinascenza, la nuova stagione rilancia il ruolo del teatro come spazio di incontro, ascolto e confronto con la comunità. Il titolo Partenze richiama la possibilità di superare i confini abituali, aprirsi a nuove esperienze e guardare il mondo da prospettive differenti.
L’obiettivo è costruire un dialogo tra artisti, pubblico e territorio, facendo della Cittadella un luogo di produzione culturale e di condivisione. Un percorso che mette al centro le fragilità umane, i legami familiari, il desiderio, la memoria e la ricerca della propria identità.
Stagione serale, sei appuntamenti tra prosa e musica
Ad aprire il cartellone, il 28 novembre, sarà Dell’amore e di altri sbagli, coproduzione di Teatri di Bari e Factory Compagnia Transadriatica, tratta dal libro di Giancarlo Visitilli. In scena Luigi D’Elia, anche regista insieme all’autore, racconta la vita in una casa famiglia dove adolescenti segnati da abbandono e violenza incontrano un educatore chiamato a confrontarsi con le responsabilità e le difficoltà della cura. Lo spettacolo esplora il confine delicato tra educazione, desiderio e relazione.
Il 13 dicembre spazio a Mor. Storia per le mie madri, nuova coproduzione di Teatri di Bari e TS produzioni, scritta da Lucia Raffaella Mariani e interpretata da Eva Meskhi ed Eleonora Limongi. Ispirato alla graphic novel autobiografica di Sara Garagnani, il lavoro affronta la trasmissione dei traumi familiari attraverso tre generazioni di donne, intrecciando memoria, narrazione, danza e poesia.
Il 16 gennaio arriverà Misurare il salto delle rane della Compagnia Carrozzeria Orfeo, testo di Gabriele Di Luca premiato al Premio Le Maschere del Teatro Italiano come migliore autore di novità italiana. Con Noemi Apuzzo, Elsa Bossi e Chiara Stoppa, lo spettacolo racconta l’incontro tra tre donne di generazioni diverse, legate a un piccolo paese di pescatori e a un lutto mai del tutto superato. Una dark comedy che alterna ironia e momenti lirici per indagare le contraddizioni delle relazioni umane.
Il 20 febbraio sarà la volta di I Fablieux – Rapsodia per un attore, con Pietro Quadrino e Savino Maria Italiano. Ispirato ai racconti dei giullari francesi del Duecento e alla tradizione di Mistero Buffo, lo spettacolo combina monologo, clown, danza e commedia dell’arte per riflettere, con ironia, su morale, libertà, potere e società contemporanea. La visione è consigliata a partire dai 16 anni.
Il 13 marzo la stagione ospiterà il debutto nazionale di Tombola, concerto-spettacolo di Maria & Trionfunk. Il progetto unisce canzone d’autore, videoclip e intrattenimento, fondendo sonorità funky, rock e blues con le radici musicali napoletane. I testi originali affrontano temi sociali ed emozioni, mentre il simbolo del cuore sacro richiama l’immaginario esoterico della città partenopea.
A chiudere gli appuntamenti serali, il 9 aprile, sarà Pitecus di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, insigniti del Leone d’oro alla carriera alla Biennale di Venezia. Lo spettacolo costruisce un universo surreale popolato da personaggi grotteschi e fragili, attraverso i quali emergono solitudine, narcisismo, ambizione e bisogno di riconoscimento. Una rappresentazione provocatoria che mescola comicità e deformazione della realtà.
Famiglie a teatro, cinque spettacoli per tutte le età
La programmazione dedicata alle famiglie accompagna il pubblico più giovane in un percorso tra fantasia, emozioni e scoperta.
Il 20 dicembre si comincia con Smile. Un sorriso e forse una lacrima di Factory Compagnia Transadriatica, con Luca Pastore e Benedetta Pati. Attraverso la pantomima e il linguaggio del corpo, lo spettacolo racconta un viaggio tra ricordi e amore, con suggestioni legate anche a Charlie Chaplin.
Il 17 gennaio sarà in scena La bottega dei giocattoli del Teatro Crest, dove bambole, orsacchiotti e soldatini prendono vita per raccontare emozioni e sentimenti. Il 14 febbraio, la Compagnia del Sole proporrà Storia di su, con Patrizia Labianca, un delicato viaggio teatrale tra foglie, uova e immagini legate alle origini delle cose.
Il 6 marzo arriverà Hänsel e Gretel del Teatro nel Baule, una rilettura della fiaba dei fratelli Grimm che combina parole, oggetti, luci e musica elettronica dal vivo, mettendo al centro la paura e la forza del legame tra fratello e sorella.
La rassegna si concluderà il 17 aprile con La bella mai addormentata, produzione del Teatro dell’Elfo ed Eco di Fondo, liberamente ispirata alla fiaba di Perrault e alle musiche di Čajkovskij. Tra magia e situazioni ironiche, lo spettacolo affronta il rapporto tra genitori e figli e le responsabilità legate alla crescita.
Biglietti e abbonamenti
Per la stagione serale, il biglietto singolo costa 16 euro, con riduzioni per under 25, over 65 e convenzionati. L’abbonamento a tutti gli spettacoli è disponibile a 60 euro.
Per gli appuntamenti dedicati alle famiglie, il biglietto costa 6 euro, mentre l’abbonamento T10, valido per dieci ingressi, è proposto a 40 euro.
Il botteghino è aperto dal martedì al venerdì, dalle 17 alle 20, e un’ora prima degli spettacoli. I biglietti sono acquistabili presso la Cittadella degli Artisti, nei punti vendita Vivaticket e online su Vivaticket.com.
La stagione Partenze 2026-27 è organizzata da Teatri di Bari con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Puglia, nell’ambito delle iniziative dedicate allo spettacolo dal vivo e delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027, con la collaborazione del Comune di Molfetta.
L’assessore alla Cultura Corrado Minervini sottolinea il valore della Cittadella come uno dei principali riferimenti culturali cittadini. La collaborazione con Teatri di Bari punta a rafforzarne il ruolo di spazio aperto alla produzione artistica, agli operatori culturali e alla comunità.
La sfida, evidenzia Minervini, non consiste soltanto nell’organizzare eventi, ma nel creare occasioni di incontro, relazioni e nuove opportunità culturali per la città.
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