Assalti ai portavalori nel Barese, nuova operazione della Dda: sei misure cautelari

I carabinieri eseguono nuovi provvedimenti nell’inchiesta sul gruppo accusato di organizzare colpi con modalità paramilitari

Prosegue l’attività investigativa sugli assalti ai furgoni portavalori nelle province di Bari e Foggia. Questa mattina i carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari, con il supporto dei comandi territoriali competenti, hanno eseguito una nuova ordinanza di misure cautelari nei confronti di sei indagati.

Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, dopo gli interrogatori preventivi previsti dalla procedura.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di reati tra cui associazione per delinquere, furto aggravato, detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo e ricettazione.

L’inchiesta sul gruppo con base a Cerignola

Secondo la ricostruzione degli investigatori, le misure riguarderebbero un presunto gruppo criminale con base operativa a Cerignola, ritenuto responsabile di una serie di assalti ai mezzi portavalori.

L’organizzazione, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe adottato modalità operative particolarmente strutturate, con una preparazione dei colpi che prevedeva il reperimento di mezzi, armi ed equipaggiamenti necessari alle azioni criminali.

Tra gli strumenti che il gruppo avrebbe avuto a disposizione figurerebbero autovetture, armi e materiale esplosivo, elementi che avrebbero consentito di pianificare rapine con caratteristiche definite dagli investigatori di tipo paramilitare.

Il precedente blitz del 10 luglio

La nuova operazione rappresenta un ulteriore sviluppo della stessa indagine che aveva già portato, lo scorso 10 luglio, all’esecuzione di altri sette provvedimenti cautelari.

In quella fase agli indagati era stata contestata anche l’aggravante del metodo mafioso, sulla base degli elementi raccolti dagli inquirenti durante l’attività investigativa.

Le misure eseguite oggi si inseriscono quindi nello stesso filone di accertamenti e mirano, secondo gli investigatori, a completare il quadro relativo alla presunta organizzazione criminale coinvolta negli assalti.

Redazione

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