La vertenza Natuzzi torna al centro del confronto istituzionale con la convocazione di un tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy fissato per il 28 aprile, alla presenza anche delle Regioni Puglia e Basilicata. La decisione arriva dopo lo sciopero che ha registrato unāampia adesione negli stabilimenti del gruppo, riportando lāattenzione su una crisi che coinvolge un intero distretto produttivo.
Secondo quanto riferito dai sindacati, lāazienda avrebbe delineato un piano che prevede la chiusura e vendita dello stabilimento Iesce2 di Santeramo in Colle, insieme alla cessione del sito logistico di La Martella, nel Materano, e alla vendita dellāimpianto di Ginosa, giĆ fermo. A ciò si aggiungerebbe la possibilitĆ di trasferire parte delle produzioni in Romania.
Le ricadute occupazionali sarebbero rilevanti: si stimano tra 700 e 900 esuberi, aggravati dalla richiesta di incremento della cassa integrazione, in uso da anni e con impatti significativi sui redditi dei lavoratori.
Positiva, per i sindacati, la convocazione al Mimit. Il segretario della Filca Cisl Bari, Luigi Sideri, sottolinea che lāintervento del Ministero rappresenta un passaggio importante per una crisi che riguarda lāintero territorio, chiedendo però impegni concreti e tempi certi.
La prioritĆ resta la tutela dellāoccupazione e il rilancio produttivo. Il vertice del 28 aprile sarĆ decisivo per chiarire le strategie aziendali e individuare soluzioni condivise.
Sciopero Natuzzi, protesta contro il piano di riduzione del personale
Vertenza Natuzzi, confronto fermo al Ministero delle Imprese
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