Un lungo procedimento giudiziario legato a presunte irregolaritĆ nella gestione dei fondi europei destinati allāagricoltura si ĆØ concluso senza accertamenti definitivi sulle responsabilitĆ penali. Il Tribunale di Foggia, con una decisione depositata nel marzo 2026, ha infatti dichiarato lāestinzione dei reati contestati per intervenuta prescrizione, ponendo fine a una delle più rilevanti inchieste sul sistema di finanziamenti pubblici nel comparto agricolo pugliese.
Al centro dellāindagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, vi era un presunto schema illecito costruito per ottenere contributi comunitari attraverso artifici documentali e dichiarazioni ritenute non veritiere. Secondo lāimpianto accusatorio, il meccanismo avrebbe consentito di intercettare risorse europee destinate allo sviluppo delle strutture di trasformazione agricola, sfruttando procedure amministrative e controlli tecnici considerati aggirabili.
Un ruolo significativo nella vicenda ĆØ stato attribuito a quattro funzionari della Regione Puglia, operativi negli uffici di Bari durante il periodo oggetto di indagine. Le accuse ipotizzavano una collaborazione tra dipendenti pubblici, imprenditori e professionisti, finalizzata a indurre in errore lāamministrazione regionale. Attraverso specifici atti dirigenziali, tra cui provvedimenti autorizzativi per lāerogazione dei contributi, sarebbero stati riconosciuti finanziamenti sulla base di requisiti ritenuti inesistenti o non adeguatamente verificati.
Le contestazioni riguardavano in particolare i programmi di sviluppo rurale Psr Puglia 2000-2006 e 2007-2013. In questo contesto, gli imputati erano accusati di aver attestato la regolaritĆ delle condizioni necessarie per accedere ai fondi, consentendo cosƬ lāapprovazione di pratiche considerate irregolari dagli inquirenti. La presunta truffa aggravata era inizialmente accompagnata anche dallāipotesi dellāaggravante mafiosa, successivamente ridimensionata nel corso del procedimento.
Tra gli elementi ritenuti centrali dagli investigatori figuravano operazioni economiche sospette, tra cui fatturazioni per attività inesistenti o gonfiate. Società estere sarebbero state utilizzate per simulare acquisti di macchinari a costi superiori rispetto a quelli reali, creando così le condizioni per ottenere contributi più elevati. In questo quadro, una società con sede in Bulgaria veniva indicata come uno degli strumenti utilizzati per giustificare spese non corrispondenti alla realtà .
Un altro nodo cruciale riguardava le attivitĆ di verifica e collaudo. Secondo lāaccusa, alcuni controlli tecnici sarebbero stati formalizzati con esiti positivi nonostante la presunta irregolaritĆ delle operazioni finanziate. Verbali di accertamento finale avrebbero certificato la correttezza delle spese, consentendo lāerogazione di somme consistenti, successivamente trasferite su conti correnti riconducibili a societĆ agricole coinvolte nellāinchiesta.
I flussi finanziari oggetto di analisi avrebbero interessato diverse realtĆ imprenditoriali, con movimentazioni bancarie effettuate principalmente nella provincia di Foggia. Lāipotesi investigativa delineava un sistema articolato, capace di sfruttare le procedure amministrative per ottenere indebiti vantaggi economici.
Nonostante la complessitĆ delle indagini e la costituzione come parte civile sia della Regione Puglia sia del Ministero dellāInterno, lāesito processuale non ha portato a una pronuncia nel merito. Il decorso del tempo ha determinato la prescrizione dei reati tra il 2025 e lāinizio del 2026, impedendo al giudice di esprimersi sulla fondatezza delle accuse.
A incidere sullāesito finale ĆØ stato anche il lungo iter giudiziario, caratterizzato da rinvii e cambiamenti nella composizione del collegio giudicante. Per uno degli imputati, inoltre, ĆØ stata dichiarata lāestinzione del reato per decesso.
La conclusione del procedimento segna cosƬ la chiusura definitiva di unāindagine che aveva sollevato interrogativi sulla gestione dei fondi europei nel settore agricolo regionale. Lāassenza di una sentenza di merito lascia aperto il quadro interpretativo dei fatti, mentre sul piano giudiziario la vicenda si archivia senza accertamenti definitivi.
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