Sit-in della Polizia Locale a Bari: “Disattesi gli accordi, pronti allo sciopero”

Gli agenti manifestano davanti al Comune denunciando la rottura del dialogo istituzionale e criticità operative nelle ‘zone rosse’

Clima teso a Bari tra la Polizia Locale e l’amministrazione comunale, con un sit-in di protesta organizzato dalle sigle sindacali Cisl FP, Uil Fpl, Csa e Sulpl davanti a Palazzo di Città. La manifestazione si inserisce nello stato di agitazione avviato a dicembre scorso, in seguito a quelli che i sindacati definiscono “atteggiamenti prevaricatori” da parte della dirigenza, e che avevano già visto coinvolto il comandante del corpo, Michele Palumbo.

Al centro della protesta c’è il “mancato rispetto degli impegni presi il 24 dicembre 2024” durante un incontro ufficiale con il sindaco Vito Leccese e il direttore generale Vito Pellegrino. Accordi che, secondo i rappresentanti sindacali, non sono stati attuati nei mesi successivi, alimentando un crescente malcontento tra gli agenti.

Le criticità principali riguardano le modalità di impiego degli agenti nelle cosiddette ‘zone rosse’, aree a rischio istituite dal prefetto Russo, e la mancanza di trasparenza in merito ai provvedimenti prefettizi che coinvolgerebbero attualmente nove membri del Corpo. I sindacati denunciano inoltre una “totale assenza di responsabilità da parte della dirigenza amministrativa” e lamentano il fatto che il confronto con gli organi politici si sia praticamente interrotto.

La tensione è rimasta alta anche dopo l’incontro tenutosi in Prefettura nella giornata del sit-in. Secondo Simona Boccuzzi, segretaria generale della Cisl FP Bari, la procedura di conciliazione si è conclusa con un nulla di fatto: l’amministrazione comunale “non ha presentato alcuna novità concreta”, limitandosi a “risposte di circostanza”. I sindacati non escludono il ricorso allo sciopero generale, nel caso in cui non arrivino segnali chiari e risposte operative da parte del Comune.

Redazione

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1 anno fa

Si lamentano la MANCANZA DI TRASPARENZA ahahah forse sarebbe opportuno definire la verità, è la vicenda che riguarda i nove agenti sospesi dal prefetto quelli con amicizie con i clan, questi sindacati sempre pronti a giustificare il peggio…

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