Partono anche in Puglia le assunzioni del personale Ata della scuola statale, ma il piano di immissioni in ruolo scatena la protesta della Flc Cgil regionale, che denuncia una stabilizzazione considerata insufficiente rispetto al numero di lavoratori precari presenti nelle graduatorie.
Secondo il sindacato, infatti, le assunzioni previste riguarderanno solo una parte degli aspiranti, lasciando una larga quota di personale ancora legata ai contratti a tempo determinato.
“Stabilizzato solo un precario su cinque”
A intervenire sul tema è stato il segretario generale della Flc Cgil Puglia, Ezio Falco, che ha definito le assunzioni previste come un intervento “con il contagocce”.
Secondo i dati forniti dal sindacato, in Puglia saranno effettuate 777 immissioni in ruolo nei diversi profili del personale amministrativo, tecnico e ausiliario.
Il numero viene confrontato con i circa 4mila precari strutturali inseriti nelle graduatorie permanenti.
“Di fatto – sostiene Falco – verrà stabilizzato meno di un lavoratore su cinque”, con la conseguenza che molti dipendenti continueranno a lavorare attraverso incarichi a tempo determinato.
Il nodo del precariato nella scuola
La Flc Cgil richiama anche una recente posizione della Corte di Giustizia dell’Unione europea, che ha nuovamente richiamato l’Italia sul tema dell’abuso dei contratti a termine nel settore pubblico.
Secondo il sindacato, la mancata stabilizzazione di una parte consistente del personale Ata rischierebbe di alimentare ulteriormente una situazione di precarietà già presente da anni.
Riduzione degli organici e aumento delle necessità
Un altro elemento contestato riguarda la riduzione dell’organico di diritto prevista in Puglia.
Secondo la Flc Cgil, per il nuovo anno scolastico ci sarebbe una diminuzione di oltre 200 posti per collaboratori scolastici e circa 20 posti per assistenti amministrativi.
Il sindacato sostiene però che il calo della popolazione scolastica non rappresenti una motivazione sufficiente per ridurre il personale necessario al funzionamento degli istituti.
Più esigenze nonostante il calo degli studenti
Secondo Falco, le attività richieste al personale Ata sarebbero aumentate negli ultimi anni.
Tra gli elementi indicati dal sindacato:
- maggiore necessità di assistenza agli studenti con disabilità;
- aumento delle esigenze di sorveglianza degli accessi scolastici;
- crescita della digitalizzazione;
- nuovi compiti amministrativi più complessi.
Per la Flc Cgil, quindi, la diminuzione degli alunni non corrisponderebbe a una reale riduzione del fabbisogno di personale.
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