Un confronto operativo tra istituzioni è stato convocato per il 29 agosto, con l’obiettivo di definire una strategia unitaria e incisiva contro l’abbandono dei rifiuti. La Città Metropolitana di Bari, in linea con quanto stabilito nel recente incontro del 25 agosto, ha invitato i rappresentanti degli otto ARO del territorio, il presidente dell’Anci Puglia e i referenti dei servizi competenti per un tavolo tecnico. Al centro della discussione vi sarà una bozza di protocollo d’intesa che prevede lo stanziamento di 1,8 milioni di euro per delegare agli ARO la gestione della rimozione e del conferimento in discarica dei rifiuti presenti sulle strade di competenza metropolitana.
La situazione attuale preoccupa sempre più gli amministratori locali, che denunciano l’inefficacia degli strumenti ordinari per affrontare un fenomeno divenuto ormai cronico. L’aumento degli episodi di abbandono dei rifiuti e dei roghi illegali ha causato gravi alterazioni del paesaggio e dell’ecosistema, compromettendo anche la salute delle comunità residenti nelle zone più colpite.
In una nota congiunta indirizzata al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, i sindaci dell’area metropolitana di Bari hanno ufficialmente richiesto la dichiarazione dello stato di emergenza ambientale. La missiva, firmata da tutti i 41 primi cittadini, sottolinea come l’intensificarsi degli atti criminali legati alla gestione illecita dei rifiuti renda necessarie misure straordinarie. L’azione è stata promossa dal sindaco metropolitano Vito Leccese, che ha coordinato l’incontro tra i Comuni lo scorso 25 agosto.
I sindaci riconoscono l’impegno della Regione con l’approvazione dell’accordo di programma “Tutela Ambientale” (DGR n. 244 del 4 marzo), ma sottolineano che, alla luce della gravità del fenomeno, è necessario affiancare tale accordo con provvedimenti d’urgenza. In particolare, chiedono interventi immediati per rafforzare le attività di monitoraggio, vigilanza e contrasto del fenomeno, promuovendo un approccio integrato e coordinato con tutte le amministrazioni locali.
Secondo quanto riportato nella comunicazione ufficiale, il fenomeno ha assunto una portata allarmante, diffondendosi su gran parte delle aree rurali e periurbane. La situazione ha generato una pressione quotidiana sui sindaci, che nel loro ruolo di autorità sanitarie locali, ritengono indispensabile l’attivazione dello stato di emergenza per tutelare la salute pubblica.
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