Puglia ospita la conferenza europea su Xylella fastidiosa

A Mola di Bari il confronto internazionale dopo dieci anni dal primo focolaio europeo, tra ricerca, prevenzione e nuove strategie per l’agricoltura

A dieci anni dalla prima segnalazione in Europa del batterio Xylella fastidiosa, la Puglia torna a essere il centro del confronto scientifico internazionale. È Mola di Bari a ospitare la quinta Conferenza europea dedicata al patogeno, organizzata dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa), che riunisce fino al 25 giugno circa 400 partecipanti tra ricercatori, istituzioni, decisori politici ed esperti del settore agricolo provenienti da tutto il mondo.

L’evento rappresenta un momento di sintesi e rilancio delle attività di ricerca e gestione di una delle emergenze fitosanitarie più rilevanti degli ultimi decenni. La scelta della Puglia non è casuale: proprio qui il batterio è stato individuato per la prima volta in Europa, dando origine a una crisi che ha profondamente inciso sul paesaggio, sull’economia agricola e sull’identità culturale del territorio.

Nel corso degli anni, la regione è passata da epicentro dell’emergenza a laboratorio europeo di gestione fitosanitaria. La Puglia è oggi considerata un modello di risposta basato su monitoraggio, ricerca scientifica e cooperazione istituzionale, elementi che hanno permesso di sviluppare strumenti di contenimento e prevenzione adottati anche a livello internazionale.

Un ruolo centrale è stato svolto dalle istituzioni regionali e dal sistema scientifico. L’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia ha costruito una rete di sorveglianza senza precedenti, effettuando ogni anno circa 120 mila campionamenti su oltre 1,5 milioni di piante, creando un archivio di dati fondamentale per lo studio della diffusione del batterio e per la pianificazione delle strategie di contenimento.

Secondo le autorità regionali, l’approccio adottato ha rappresentato una svolta decisiva. “Abbiamo scelto di reagire investendo nella conoscenza”, è il principio ribadito dal presidente della Regione Puglia, che ha sottolineato come la gestione dell’emergenza sia stata possibile grazie a investimenti in ricerca, prevenzione e capitale umano. La trasformazione del territorio da area colpita a centro di competenze scientifiche è oggi uno dei risultati più significativi del percorso intrapreso.

Anche l’Efsa ha evidenziato il valore della cooperazione sviluppata nel corso degli anni. Il direttore esecutivo dell’Autorità ha ricordato come la gestione della crisi non sia stata semplice, ma abbia prodotto conoscenze condivise a livello globale. Il lavoro svolto in Puglia ha contribuito in modo determinante alla costruzione della risposta europea alla Xylella fastidiosa, con effetti che si sono estesi ben oltre i confini regionali.

Sul piano operativo, la collaborazione tra università, centri di ricerca, istituzioni e mondo agricolo ha permesso di sviluppare nuove strategie di studio e contenimento. L’assessore regionale all’Agricoltura ha evidenziato come la sinergia tra pubblico e privato sia stata fondamentale per affrontare la crisi. La rete di competenze costruita in questi anni è oggi considerata un riferimento per la gestione delle emergenze fitosanitarie in Europa.

Durante la conferenza vengono presentati i più recenti avanzamenti scientifici, tra cui studi sulla resistenza dell’olivo, tecniche di controllo biologico della malattia, analisi sugli insetti vettori e modelli epidemiologici per prevedere la diffusione del batterio. Particolare attenzione è dedicata anche alla malattia di Pierce della vite, causata dallo stesso patogeno e considerata una minaccia emergente per il settore vitivinicolo internazionale.

L’incontro internazionale assume così un valore che va oltre il caso pugliese. La presenza di esperti provenienti da Europa, Americhe, Africa, Asia e Oceania conferma la dimensione globale del problema e la centralità della ricerca condivisa per affrontare le nuove sfide dell’agricoltura.

A dieci anni dal primo focolaio europeo, la Puglia si conferma dunque non solo come luogo simbolo della crisi, ma anche come spazio di elaborazione scientifica e innovazione, dove le strategie di contrasto alla Xylella continuano a evolversi attraverso il confronto internazionale e la ricerca applicata.

Redazione

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