Bari punta a diventare Capitale europea del piccolo commercio nel 2027

Allo Spazio Murat prende il via la seconda edizione di inCittà, l'appuntamento nazionale di Confcommercio dedicato alla trasformazione dei centri urbani, al futuro dei negozi di vicinato e alle strategie per contrastare la desertificazione commerciale

Bari si candida a diventare Capitale europea del piccolo commercio nel 2027, rafforzando il proprio ruolo nel dibattito sul futuro delle attività di vicinato e sulla rigenerazione delle città. La candidatura rappresenta uno dei temi centrali della seconda edizione di inCittà, l’iniziativa nazionale organizzata da Confcommercio che ha preso il via il 29 ottobre negli spazi dello Spazio Murat e proseguirà fino al 30 ottobre.

La manifestazione riunisce rappresentanti delle istituzioni, amministratori pubblici ed esponenti del mondo imprenditoriale per approfondire le principali sfide che interessano i territori italiani. Al centro del confronto figurano la trasformazione delle abitudini di consumo, la sostenibilità delle attività commerciali, la sicurezza urbana e la necessità di preservare la vitalità economica e sociale dei quartieri.

I negozi di prossimità vengono riconosciuti come presìdi fondamentali per la qualità della vita cittadina, capaci di contribuire non soltanto all’occupazione e alla crescita economica, ma anche alla costruzione di relazioni, alla valorizzazione delle identità locali e alla vivibilità degli spazi pubblici.

Negozi vuoti in Italia, la desertificazione commerciale preoccupa il Governo

Uno degli aspetti più rilevanti affrontati durante l’incontro riguarda il progressivo ridimensionamento della rete commerciale tradizionale.

Nel videomessaggio trasmesso durante i lavori, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha richiamato l’attenzione sulla previsione di circa 458mila locali commerciali sfitti entro la fine dell’anno, una quantità corrispondente al 17% del patrimonio complessivo considerato.

Il fenomeno presenta conseguenze particolarmente significative nelle regioni meridionali e nei comuni di dimensioni ridotte, dove la chiusura delle attività rischia di compromettere ulteriormente l’accessibilità ai servizi e l’attrattività dei territori.

Per affrontare questa situazione, il Governo ha individuato diversi interventi nell’ambito della normativa annuale dedicata alle piccole e medie imprese. Tra le misure illustrate figurano agevolazioni contributive per sostenere il passaggio generazionale, strumenti destinati a facilitare l’accesso ai finanziamenti e iniziative per incentivare la collaborazione tra aziende.

Il ministro ha inoltre ricordato il regime Irpef agevolato al 7% previsto per determinate categorie di pensionati che trasferiscono la propria residenza dall’estero in comuni italiani con popolazione non superiore a 30mila abitanti.

Un ulteriore contributo dovrebbe arrivare dal programma Destinazione Italia, orientato alla valorizzazione dei piccoli centri e delle aree interne, anche attraverso l’attrazione di lavoratori che possono svolgere la propria attività professionale da remoto.

Dall’Europa nuove risorse per abitazioni e riqualificazione urbana

La prospettiva europea è stata approfondita dal vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, intervenuto attraverso un contributo video incentrato sulle politiche abitative e sugli investimenti per lo sviluppo urbano.

Secondo quanto illustrato, la revisione delle politiche di coesione potrebbe consentire all’Italia di incrementare gli stanziamenti destinati al settore abitativo dagli attuali 426 milioni fino a 1,8 miliardi di euro, raggiungendo potenzialmente 2,5 miliardi grazie alla partecipazione finanziaria nazionale.

Sul piano comunitario, le risorse della politica di coesione destinate agli alloggi ammonterebbero complessivamente a circa 11,7 miliardi di euro.

Fitto ha richiamato anche l’Agenda europea per le città, adottata nel dicembre 2025, evidenziandone l’importanza nel rafforzamento del rapporto tra istituzioni europee, amministrazioni territoriali e operatori economici.

Nel suo intervento è stato inoltre citato il New European Bauhaus, con riferimento agli investimenti per il recupero degli edifici, la valorizzazione del patrimonio architettonico e il miglioramento degli spazi collettivi.

L’obiettivo delle politiche comunitarie è favorire territori economicamente competitivi, capaci di attrarre investimenti e garantire condizioni di vita adeguate ai residenti.

In questa direzione si inserisce anche la strategia europea Right to Stay, fondata sul principio secondo cui ogni cittadino dovrebbe poter scegliere liberamente se trasferirsi altrove oppure continuare a vivere nel proprio territorio, senza essere costretto a partire per mancanza di opportunità.

Sicurezza e vivibilità dei quartieri, il ruolo delle attività commerciali

Ad aprire ufficialmente i lavori di inCittà è stato Vito D’Ingeo, presidente di Confcommercio Bari-Bat, che ha posto l’accento sulle trasformazioni sociali ed economiche che stanno modificando l’organizzazione delle città.

Il cambiamento delle modalità di acquisto, l’evoluzione del mercato del lavoro e la diversa composizione demografica dei quartieri si accompagnano, secondo D’Ingeo, a nuove situazioni di vulnerabilità e a un aumento delle disuguaglianze.

Particolare attenzione è stata dedicata alla sicurezza degli spazi urbani, anche alla luce dei recenti disordini verificatisi a Milano, durante i quali sono stati danneggiati esercizi commerciali e vetrine.

Il presidente dell’associazione territoriale ha sottolineato che la sicurezza non può essere affrontata esclusivamente attraverso strumenti di controllo e sorveglianza.

La presenza di attività economiche, la continuità delle relazioni tra cittadini e commercianti e la disponibilità di occasioni di partecipazione rappresentano elementi altrettanto importanti per contrastare il degrado e rafforzare il senso di appartenenza alle comunità locali.

In questa prospettiva, il commercio di quartiere assume una funzione che supera la semplice vendita di prodotti e servizi, contribuendo alla presenza quotidiana delle persone negli spazi cittadini.

Il 16 novembre le chiavi dei negozi saranno consegnate simbolicamente ai sindaci

Tra le iniziative annunciate durante la manifestazione figura una mobilitazione nazionale prevista per il 16 novembre, quando Confcommercio promuoverà la consegna simbolica delle chiavi delle attività commerciali ai sindaci italiani.

Ad anticipare l’appuntamento è stato Carlo Sangalli, presidente nazionale di Confcommercio, che ha illustrato il significato dell’iniziativa nell’ambito della collaborazione con l’Associazione nazionale dei comuni italiani.

Le chiavi rappresenteranno tre differenti realtà del settore: gli esercizi che hanno cessato l’attività, quelli che continuano a operare e le imprese commerciali che potrebbero nascere nei prossimi anni.

La finalità è rafforzare l’impegno condiviso tra amministrazioni locali e rappresentanze imprenditoriali, sostenendo la riapertura dei locali inutilizzati, la competitività delle attività esistenti e la nascita di nuove iniziative economiche.

La collaborazione con Anci, sviluppata anche attraverso il progetto Cities, è stata confermata dalla partecipazione in collegamento del presidente dell’associazione e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi.

Bari racconta i suoi commercianti con il progetto audiovisivo Serve Altro

Accanto agli approfondimenti istituzionali, inCittà dedica spazio anche alla narrazione delle esperienze quotidiane che caratterizzano il tessuto commerciale barese.

Durante la sessione pomeridiana delle 18.15, intitolata Identità locale e visione europea: Bari verso il 2027, è prevista la presentazione in anteprima del trailer di Serve Altro, un nuovo progetto audiovisivo dedicato ai protagonisti del commercio cittadino.

Il format è stato realizzato da Alessio Giannone, conosciuto come Pinuccio, con la collaborazione alla scrittura di Fabrizio Testini e Andrea Gisoldi.

L’iniziativa utilizza elementi del documentario e dell’intrattenimento televisivo per raccontare il rapporto tra commercianti, clienti e territori, mettendo in evidenza competenze professionali, conoscenza delle comunità e capacità relazionali.

Il meccanismo narrativo prevede una competizione tra due esercenti appartenenti a settori merceologici differenti e provenienti da quartieri diversi di Bari.

Attraverso prove e sfide dal tono ironico, i partecipanti dovranno dimostrare quanto conoscono la propria clientela, le caratteristiche del territorio e le peculiarità della città.

Al termine del confronto verrà assegnato il riconoscimento di miglior commerciante di quartiere.

Il progetto intende così valorizzare il patrimonio umano e professionale delle attività di vicinato, mostrando come il rapporto diretto con i residenti possa contribuire alla coesione sociale e alla qualità dell’ambiente urbano.

La candidatura europea come occasione per valorizzare il commercio barese

La seconda edizione di inCittà colloca Bari al centro di un confronto che coinvolge istituzioni nazionali, organismi europei e rappresentanti delle imprese.

La candidatura a Capitale europea del piccolo commercio 2027 si inserisce in un percorso di valorizzazione del commercio di prossimità, considerato una componente essenziale per mantenere attivi e riconoscibili i quartieri.

La manifestazione proseguirà fino al 30 ottobre, approfondendo il rapporto tra sviluppo economico, rigenerazione urbana e partecipazione delle comunità locali.

Il confronto avviato nel capoluogo pugliese evidenzia la necessità di coordinare politiche pubbliche, investimenti e iniziative imprenditoriali per affrontare le difficoltà del settore e sostenere il futuro delle economie cittadine.

Redazione

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