Rahman Ziaur aveva trent’anni e viveva a Bari da circa due anni. Lavorava come cuoco a Bari vecchia e ogni mese destinava una parte del proprio stipendio alla famiglia rimasta in Bangladesh. La sua vita si è interrotta martedì 27 ottobre, in seguito a un incidente tra il monopattino sul quale viaggiava e una navetta Amtab, avvenuto all’incrocio tra corso Vittorio Emanuele e piazza Massari.
Secondo le prime informazioni, il giovane stava tornando a casa, nel quartiere Libertà, dopo aver terminato il turno di lavoro. Si era trasferito in Italia per lavorare, mantenendo un legame stretto con i familiari, ai quali garantiva un aiuto economico regolare.
Dopo l’incidente, l’Amtab ha espresso vicinanza alla famiglia della vittima attraverso una nota dell’amministratore unico e dei dipendenti.
«In questo momento di sofferenza, tutta l’azienda si stringe attorno alla famiglia della vittima, a cui vanno le nostre più sentite condoglianze», si legge nel comunicato.
L’azienda ha manifestato solidarietà anche all’autista coinvolto nello scontro e ai suoi familiari, assicurando il proprio sostegno.
Parallelamente al messaggio di cordoglio, l’Amtab ha annunciato l’avvio di verifiche interne per contribuire a chiarire la dinamica dell’incidente.
La società ha inoltre confermato la propria disponibilità a collaborare con gli inquirenti, mettendo a disposizione gli elementi utili alla ricostruzione dei fatti.
Restano da chiarire le circostanze dello scontro tra il monopattino e la navetta. Gli accertamenti delle autorità dovranno ricostruire quanto accaduto nell’incrocio del centro cittadino.
La morte di Rahman Ziaur lascia una famiglia in Bangladesh privata del sostegno di un giovane che, nonostante la distanza, continuava ad aiutarla con i guadagni del proprio lavoro a Bari.
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