Puglia istituisce una nuova cabina di regia per la sanità regionale

Un organismo permanente guiderà il controllo economico, organizzativo e assistenziale del sistema sanitario pugliese con verifiche periodiche e nuovi strumenti di monitoraggio

La Regione Puglia ha istituito una nuova Unità di crisi sanitaria con l’obiettivo di rafforzare il controllo sulla gestione del Servizio sanitario regionale e coordinare in modo più efficace le strategie future. Il provvedimento è stato formalizzato dal presidente Antonio Decaro attraverso un decreto che introduce una struttura permanente dedicata alla supervisione degli aspetti economici, finanziari e clinici della sanità pugliese.

La decisione arriva in una fase particolarmente complessa per il sistema regionale, chiamato ad affrontare un disavanzo stimato in 349 milioni di euro relativo al 2025. Proprio per questo motivo, la nuova struttura nasce con il compito di garantire una gestione più coordinata delle risorse, ridurre eventuali sprechi e migliorare il funzionamento complessivo dei servizi destinati ai cittadini.

L’Unità di crisi sarà presieduta dallo stesso governatore Decaro e coinvolgerà i principali vertici istituzionali della sanità regionale. Tra i componenti figurano l’assessore alla Salute e al Benessere Donato Pentassuglia, il capo di gabinetto della Presidenza della Giunta Davide Pellegrino, il segretario generale Ettore Cinque, il direttore del Dipartimento Salute e Benessere Vito Montanaro e la direttrice generale di Aress Lucia Bisceglia.

Il nuovo organismo avrà il compito di creare un collegamento diretto tra la Presidenza regionale, l’assessorato competente, il Dipartimento Salute e le direzioni generali delle aziende sanitarie. L’obiettivo è costruire una filiera decisionale unica, capace di tradurre le indicazioni strategiche in interventi concreti all’interno delle strutture sanitarie territoriali.

Le riunioni dell’Unità di crisi si svolgeranno con una frequenza programmata, indicativamente ogni 15 o 30 giorni. Durante gli incontri verranno analizzati i dati relativi all’andamento della sanità regionale e saranno definite linee operative vincolanti per le aziende sanitarie.

Un ruolo centrale sarà riservato al monitoraggio del Programma Operativo 2026-2028, attualmente in fase di approvazione. Le indicazioni contenute nel piano dovranno essere trasformate in obiettivi specifici di bilancio e gestione per i direttori generali delle aziende sanitarie pugliesi.

La nuova struttura lavorerà insieme alla task force regionale già impegnata nel controllo del settore sanitario. Quest’ultima continuerà a esaminare periodicamente i dati forniti dalle Asl, verificando il rispetto degli equilibri finanziari e contemporaneamente la qualità delle prestazioni offerte.

Tra gli elementi sotto osservazione ci saranno il rispetto dei livelli essenziali di assistenza, la riduzione delle liste d’attesa e il contenimento della mobilità sanitaria verso altre regioni. I report prodotti dalla task force saranno utilizzati dall’Unità di crisi per orientare le decisioni strategiche e individuare eventuali criticità.

Accanto alla cabina di regia principale sono previsti anche specifici sottogruppi di lavoro, ciascuno con competenze dedicate. Il gruppo Costi e Bilancio, coordinato da Ettore Cinque, avrà il compito di controllare mensilmente lo stato delle procedure di gara e segnalare possibili problematiche.

Il sottogruppo Assistenza e Farmaci, guidato da Lucia Bisceglia, effettuerà verifiche periodiche sulle liste d’attesa e sugli spostamenti dei pazienti fuori regione, con l’obiettivo di limitare le spese legate alla mobilità passiva. Il settore Organizzazione e personale, affidato a Vito Montanaro, analizzerà invece i processi interni, i costi del personale sanitario, compreso l’impiego dei medici gettonisti, e la gestione dei fondi contrattuali.

Sul fronte del contenimento della spesa, il Dipartimento Salute prevede ulteriori interventi. Tra questi rientrano la creazione di un gruppo tecnico per la verifica dei fondi destinati al personale, l’introduzione di criteri più definiti per l’utilizzo dei fondi di riserva in linea con le indicazioni della Corte dei Conti e la predisposizione di un contratto unico con tariffe standard per tutte le Sanitaservice.

La nascita dell’Unità di crisi rappresenta quindi un nuovo modello di governance sanitaria, pensato per integrare gli strumenti già esistenti e rendere più tempestive le decisioni sul futuro del sistema regionale.

Parallelamente, la Regione continua ad affrontare altre emergenze del comparto, come il controllo della spesa farmaceutica, che nel 2025 ha rappresentato una delle principali voci di costo, e il recupero delle prestazioni arretrate. Dopo la conclusione della prima fase del progetto sperimentale dedicato alle liste d’attesa, è previsto l’avvio di una seconda fase attraverso un nuovo provvedimento regionale.

La strategia complessiva punta dunque a combinare maggiore controllo finanziario, organizzazione più efficiente e attenzione alla qualità delle cure, con l’obiettivo di garantire un servizio sanitario regionale più sostenibile.

Redazione

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