Polignano, tensione alla Residenza Sant’Anna durante lo sgombero

Gli ospiti della struttura si oppongono al trasferimento mentre prosegue l’inchiesta sulla gestione della società fallita

Momenti di forte tensione a Polignano a Mare, dove nelle scorse ore hanno preso il via le operazioni di sgombero della Residenza Sant’Anna, struttura sanitaria per anziani finita al centro di una complessa vicenda giudiziaria. Diversi ospiti presenti nell’edificio hanno manifestato la propria contrarietà al trasferimento nelle soluzioni abitative proposte dalle istituzioni locali, tra cui Regione Puglia, Asl e Comune.

La struttura, in passato accreditata come RSA, era stata successivamente trasformata in una casa di riposo privata dopo una decisione del Tribunale civile che aveva affidato l’immobile in locazione a un nuovo imprenditore. Tuttavia, l’edificio è stato raggiunto da un decreto di sequestro preventivo disposto nell’ambito di un’indagine legata al fallimento della Gestione Residenze Sanitarie srl, società con sede nel Leccese dichiarata fallita nel 2021.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti investigativi, gli inquirenti avrebbero ricostruito un articolato sistema finalizzato a sottrarre risorse economiche alla società attraverso operazioni considerate irregolari. Tra gli elementi al vaglio figurano fatture per operazioni inesistenti, prelievi di denaro contante e presunte esternalizzazioni dei costi del personale, attività che avrebbero contribuito a impoverire il patrimonio aziendale.

L’inchiesta ha coinvolto diversi soggetti. Michele Schettino, imprenditore brindisino di 50 anni, è stato posto agli arresti domiciliari insieme a Giovanni Vurro, 49enne residente ad Adelfia. Per Francesco De Marco e Luigi Lucca, 66 anni di Mola di Bari, l’autorità giudiziaria ha invece disposto il divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali.

Gli investigatori ritengono che il presunto sistema avrebbe provocato una distrazione patrimoniale stimata in circa 720mila euro, a fronte di esposizioni debitorie superiori ai tre milioni di euro maturate nei confronti dell’erario, degli enti previdenziali e dei lavoratori. Un quadro che avrebbe spinto la magistratura ad adottare misure cautelari e patrimoniali nei confronti degli indagati.

Tra gli aspetti considerati rilevanti dagli inquirenti vi sarebbe anche la continuità operativa mantenuta dopo il fallimento della società originaria. In particolare, Schettino avrebbe ricoperto il ruolo di presidente della cooperativa sociale “Il Salvatore” di Castellana Grotte tra novembre e dicembre del 2023. Un elemento che, secondo l’accusa, potrebbe rappresentare un ulteriore tassello nell’ipotesi investigativa.

Nel frattempo, le operazioni di trasferimento degli anziani ospitati nella struttura stanno procedendo con difficoltà. Molti residenti avrebbero espresso la volontà di restare nella struttura di Polignano, rifiutando le alternative individuate dagli enti pubblici. La situazione ha richiesto la presenza delle autorità competenti per garantire il corretto svolgimento dello sgombero e la tutela sanitaria degli ospiti coinvolti.

Redazione

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