La Commissione Europea ha autorizzato l’attivazione del meccanismo di crisi del Feampa, il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura, accogliendo la richiesta avanzata dall’Italia per fronteggiare gli effetti della crisi energetica e delle tensioni internazionali sul settore ittico.
Il piano mobilita circa 12 milioni di euro al mese su scala nazionale, con una parte rilevante destinata alla Puglia. Alla regione saranno infatti assegnati circa 1,8 milioni di euro mensili, una cifra significativa pensata per sostenere marinerie e imprese dell’acquacoltura, messe sotto pressione dall’aumento dei costi operativi.
Alla base del provvedimento c’è un’iniziativa politica sviluppata a livello territoriale. L’intervento, promosso inizialmente in sede di Commissione Politiche Agricole, è stato successivamente portato all’attenzione del Governo e quindi in Europa. Il lavoro congiunto tra istituzioni regionali e nazionali ha permesso di ottenere il via libera di Bruxelles, trasformando una proposta in una misura concreta di sostegno economico.
Nel dettaglio, le difficoltà del comparto derivano principalmente dall’impennata dei prezzi dei carburanti e delle materie prime. L’aumento dei costi ha ridotto drasticamente la redditività delle imprese, rendendo in molti casi non conveniente l’attività di pesca. Questo scenario ha portato a una contrazione delle uscite in mare e ha avuto ripercussioni sull’intera filiera, dalla produzione alla distribuzione.
Le risorse stanziate saranno utilizzate attraverso strumenti specifici. Da un lato sono previste compensazioni economiche per coprire i mancati guadagni e i rincari energetici, dall’altro verrà attivato il sostegno all’ammasso. Quest’ultimo consentirà alle organizzazioni di produttori di ritirare temporaneamente il pescato dal mercato, contribuendo così a stabilizzare i prezzi e a evitare ulteriori squilibri.
Un elemento centrale della misura è la sua natura straordinaria e temporanea. I fondi provengono dalla programmazione Feampa 2021-2027 e saranno erogati con effetto retroattivo. La validità del provvedimento decorre infatti dal 28 febbraio 2026 e si estenderà fino alla fine dell’anno, garantendo una copertura immediata alle perdite già subite dalle imprese.
Nel frattempo, le strutture tecniche competenti stanno lavorando per definire i criteri operativi e le modalità di distribuzione delle risorse. L’obiettivo è quello di assicurare un’erogazione rapida ed efficace dei fondi, in modo da sostenere tempestivamente un settore considerato strategico per l’economia regionale e nazionale.
Resta però centrale il tema della sostenibilità nel lungo periodo. Oltre all’intervento emergenziale, si guarda infatti a strategie più strutturali. La transizione energetica viene indicata come un passaggio chiave per ridurre la dipendenza dai carburanti tradizionali e migliorare la competitività delle imprese ittiche.
Il via libera europeo rappresenta dunque un passaggio rilevante nel tentativo di stabilizzare un comparto in crisi. L’efficacia dell’intervento dipenderà ora dalla capacità di trasformare rapidamente le risorse disponibili in sostegno concreto per le imprese e i lavoratori coinvolti.
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