Murgia, arrestato 36enne per presunti abusi sulla figlia della compagna

Il provvedimento del Tribunale di Bari dopo le indagini su violenze sessuali, maltrattamenti familiari e presunti atti persecutori protratti per anni

Un’indagine su una presunta lunga storia di violenza familiare e abusi ha portato all’arresto di un uomo di 36 anni in un comune della Murgia barese. Il Tribunale di Bari ha disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere nell’ambito di un procedimento che ipotizza i reati di violenza sessuale aggravata e continuata, maltrattamenti in famiglia e atti persecutori.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la vicenda sarebbe maturata all’interno di un contesto domestico caratterizzato da un clima di controllo, intimidazioni e presunte violenze fisiche e psicologiche.

Le accuse sugli abusi ai danni della minore

Il capitolo più grave dell’inchiesta riguarda la figlia della ex compagna dell’uomo. Secondo quanto emerso dalle indagini e dalle dichiarazioni raccolte anche durante l’incidente probatorio, gli abusi sarebbero iniziati quando la ragazza aveva 12 anni.

Gli inquirenti contestano all’uomo di aver sfruttato la posizione di vicinanza alla minore e il rapporto di fiducia derivante dal contesto familiare, esercitando secondo l’accusa una forma di pressione e soggezione nei suoi confronti.

Dagli atti dell’indagine emergerebbe un presunto meccanismo basato su minacce e condizionamenti, con la concessione di attivitĆ  quotidiane come uscire con le amiche o frequentare la palestra legata, secondo l’ipotesi accusatoria, alla richiesta di comportamenti sessuali.

Gli episodi contestati sarebbero avvenuti in più luoghi, tra cui l’automobile dell’indagato e abitazioni temporaneamente non occupate.

Un rapporto familiare segnato, secondo l’accusa, dal controllo

L’inchiesta ha riguardato anche il rapporto tra l’uomo e la sua ex convivente. Secondo la ricostruzione della Procura, dal 2015 fino alla conclusione della relazione la donna sarebbe stata sottoposta a un regime di forte controllo.

Tra le condotte contestate figurano presunte limitazioni alla vita sociale e personale della donna, con impedimenti relativi al lavoro, ai contatti con amici e familiari e all’utilizzo dei social network.

Gli investigatori hanno inoltre raccolto elementi relativi a presunti episodi di violenza fisica che sarebbero avvenuti anche durante le gravidanze della donna.

Presunte violenze anche sui figli minori

Nel quadro accusatorio delineato dalla magistratura sono comprese anche contestazioni relative ai figli minori nati dalla relazione.

Secondo quanto riportato negli atti, i bambini sarebbero stati vittime di episodi di maltrattamento fisico. Gli elementi raccolti dagli inquirenti hanno contribuito alla valutazione della situazione familiare come particolarmente grave.

Redazione

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