Lavoro fragile a bari: calo degli occupati e crescita degli inattivi

Il dossier 2025 della Cisl evidenzia criticità strutturali nel mercato del lavoro dell’area metropolitana e propone un patto condiviso per invertire la rotta

Nel territorio dell’area metropolitana di Bari emerge un quadro occupazionale sempre più complesso, caratterizzato da una riduzione significativa degli occupati e da un incremento marcato dell’inattività. I dati contenuti nel Dossier statistico Lavoro 2025, elaborato dalla Cisl Bari-Bat su base Istat, delineano una situazione che non riguarda solo l’economia, ma coinvolge in modo diretto la stabilità sociale e le prospettive future della popolazione.

Secondo l’analisi, nel corso dell’ultimo anno si è registrato un calo di circa 13mila occupati nella provincia di Bari, di cui oltre la metà concentrati nel capoluogo. Parallelamente, il numero dei disoccupati è aumentato di circa 3mila unità, ma il dato più rilevante riguarda l’espansione dell’area degli inattivi: 10mila persone in più fuori dal mercato del lavoro, portando il totale a circa 305mila nella provincia e 78mila nella sola città di Bari. Questo fenomeno rappresenta uno degli aspetti più critici, poiché indica una crescente distanza tra cittadini e opportunità occupazionali.

A incidere negativamente è anche la trasformazione della struttura lavorativa: arretra il lavoro dipendente mentre cresce quello autonomo, spesso caratterizzato da maggiore instabilità. In questo contesto, si amplia il fenomeno del lavoro povero e discontinuo, che coinvolge circa 100mila persone nella provincia barese, contribuendo a rendere il sistema occupazionale più vulnerabile.

Un ulteriore elemento di criticità è rappresentato dal persistente divario tra uomini e donne nel mercato del lavoro. La disparità occupazionale di genere resta elevata, evidenziando la necessità di interventi mirati per favorire una maggiore inclusione femminile. Allo stesso tempo, il territorio continua a registrare ritardi rispetto ad altre aree del Paese e agli standard europei, collocandosi oltre 20 punti percentuali al di sotto dell’obiettivo occupazionale fissato al 78% entro il 2030.

Il segretario generale della Cisl Bari-Bat, Giuseppe Boccuzzi, ha sottolineato come la questione non sia limitata alla quantità di lavoro disponibile, ma riguardi soprattutto la sua qualità. Precarietà, discontinuità e bassi livelli retributivi contribuiscono a indebolire il tessuto sociale, alimentando insicurezza e riducendo le prospettive per giovani e famiglie. Secondo il sindacato, senza un intervento coordinato, il rischio è quello di una marginalità sempre più diffusa e strutturale.

Per affrontare questa situazione, viene proposta la creazione di un patto partecipativo territoriale per il lavoro, che coinvolga istituzioni, sistema produttivo, università, centri per l’impiego e organizzazioni sociali. L’obiettivo è costruire una strategia condivisa, capace di generare occupazione stabile e migliorare l’efficacia delle politiche attive.

Tra le azioni individuate, spicca la necessità di istituire un osservatorio permanente sul mercato del lavoro, rafforzare il collegamento tra formazione e fabbisogni delle imprese, e promuovere interventi specifici contro inattività e scoraggiamento. Viene inoltre proposta una rete integrata tra servizi per l’impiego e iniziative locali, oltre a misure dedicate ai settori strategici dell’economia.

Un ruolo centrale è attribuito anche alla città di Bari, vista come possibile laboratorio di sperimentazione per politiche innovative a livello metropolitano. In questo scenario, la definizione di obiettivi chiari e verificabili rappresenta un passaggio fondamentale, così come la previsione di un monitoraggio pubblico annuale dei risultati.

Il quadro complessivo restituisce quindi l’immagine di un territorio in difficoltà, dove il lavoro non solo diminuisce, ma perde stabilità e qualità. La risposta, secondo il dossier, non può essere frammentata: serve un’azione collettiva e strutturata per rilanciare l’occupazione e rafforzare la coesione sociale, evitando che le attuali criticità si trasformino in condizioni permanenti.

Redazione

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