Laurea honoris causa a don Angelo Cassano: memoria, impegno e un appello per la pace

Il riconoscimento conferito dall’Università di Bari premia una vita dedicata alla giustizia sociale, tra il ricordo di Don Tonino Bello e un forte messaggio per la Palestina

Una vita tra gli ultimi, per gli ultimi. Don Angelo Cassano, oggi parroco della chiesa di San Carlo Borromeo a Bari, ha ricevuto la laurea honoris causa in Innovazione Sociale e Politiche di Inclusione dall’Università degli Studi di Bari. La cerimonia si è svolta nell’Aula Magna ‘Aldo Cossu’ dell’Ateneo, alla presenza del rettore Stefano Bronzini, che ha consegnato la pergamena al sacerdote, figura simbolo dell’antimafia sociale e dell’impegno per l’inclusione.

Ventidue anni tra gli emarginati

Prima dell’attuale incarico, don Cassano è stato per oltre vent’anni il punto di riferimento nella parrocchia di San Sabino, quartiere popolare dove ha costruito progetti di comunità e accoglienza, con al centro i diritti, la legalità e il recupero delle persone fragili. Il riconoscimento accademico ne celebra l’azione concreta e quotidiana a favore della giustizia sociale, incarnando il senso più profondo dell’innovazione civica e del bene comune.

Un’eredità spirituale: Don Tonino Bello

Nel suo intervento, don Cassano ha voluto richiamare la figura di Don Tonino Bello, vescovo di Molfetta e simbolo del pacifismo cristiano, con cui condivide l’idea di una Chiesa che si fa casa tra le strade, accanto ai poveri e ai migranti. “È a lui che devo molto della mia visione di comunità aperta, coraggiosa, capace di scegliere da che parte stare”, ha affermato, suscitando commozione tra i presenti.

Un appello per la Palestina

Nel giorno del conferimento, il parroco ha colto l’occasione per lanciare un appello alla pace e alla giustizia in Palestina, invitando la comunità accademica e la società civile a non rimanere in silenzio di fronte alle sofferenze di popolazioni oppresse. “La pace non è neutra – ha detto –. È scelta, è sguardo che si sporca con le lacrime degli altri, è voce che denuncia l’ingiustizia”.

Riconoscimento all’impegno civile

La laudatio è stata affidata al professor Giuseppe Moro, ordinario di Sociologia generale, che ha delineato il profilo di un uomo “radicato nel Vangelo, ma sempre connesso ai conflitti della realtà”, mentre il professor Giuseppe Cascione, direttore del Dipartimento di Scienze Politiche, ha letto il dispositivo ufficiale. Il rettore Bronzini ha parlato di “un esempio tangibile di innovazione sociale, che rende visibili le frontiere dimenticate della nostra città”.

Redazione

Seguici su

Aggiungi baritomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

La premier non parteciperà alla cerimonia del 19 settembre. Il sindaco Leccese: “Dispiace, Bari non...
agricoltori
Coldiretti Puglia segnala nuove difficoltà per le aziende agricole dopo la rimozione della clausola di...
Operazione interforze nelle zone di piazza Umberto e piazza Cesare Battisti: identificate 120 persone, eseguite...

Altre notizie