La Procura di Bari ha chiuso le indagini su un 58enne di Altamura, accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate nei confronti della moglie. I fatti contestati si sarebbero verificati tra settembre 2024 e il 6 luglio 2025, con una presunta escalation dopo la volontà della donna di interrompere il matrimonio.
L’avviso di conclusione delle indagini, firmato dal pm Marcello Quercia, precede le eventuali decisioni sull’esercizio dell’azione penale. L’indagato può ora presentare memorie e documenti oppure chiedere di essere interrogato. Al momento dell’atto, risultava sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Tra gli episodi contestati c’è quello avvenuto il 6 luglio 2025, al termine di una discussione legata a questioni economiche e al ritrovamento di un borsello con denaro, nascosto in un armadio della camera da letto.
Secondo la ricostruzione della Procura, l’uomo avrebbe spinto la moglie facendola cadere sulle ginocchia, per poi afferrarla per i capelli e stringerle al collo la cintura del borsello, esercitando pressione sulla gola.
La donna sarebbe riuscita a divincolarsi e a lasciare l’abitazione, trovando ospitalità dalla figlia. Al pronto soccorso dell’ospedale Perinei di Altamura le sarebbero stati diagnosticati un trauma al ginocchio sinistro e dolori post-traumatici alla zona cervicale e dorsale, con una prognosi di 15 giorni.
Nel corso delle indagini sarebbero emersi anche episodi ripetuti di aggressioni verbali, umiliazioni e comportamenti volti a sminuire la donna nel contesto familiare.
In un’altra occasione, dopo che la moglie avrebbe comunicato la volontà di interrompere la relazione, l’uomo l’avrebbe minacciata di allontanarla dalla casa coniugale.
Secondo l’ipotesi accusatoria, le condotte sarebbero diventate più frequenti e violente proprio dopo la decisione della donna di porre fine al matrimonio.
La conclusione delle indagini non equivale a una condanna: le accuse dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento e l’indagato potrà esercitare pienamente i propri diritti di difesa.
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