Incendio nell’Alta Murgia, distrutta azienda agricola di Altamura

Le fiamme hanno devastato seminativi e pascoli, mettendo a rischio un allevamento di pecora Altamurana e un patrimonio naturale di grande valore

Un vasto incendio ha provocato gravi danni nel territorio dell’Alta Murgia, interessando aree agricole e naturali del Parco Nazionale e compromettendo l’attività di un giovane allevatore di Altamura. Le fiamme hanno cancellato campi coltivati, pascoli e porzioni di territorio protetto, causando una perdita economica rilevante e un pesante impatto sulla biodiversità locale.

Secondo le prime stime diffuse da Coldiretti Puglia sulla base dei dati Effis-Copernicus, nella provincia di Bari sarebbero già 732 gli ettari bruciati dagli incendi, una superficie destinata probabilmente ad aumentare con il completamento delle verifiche sul campo. Il fenomeno si inserisce in un quadro regionale particolarmente critico: dal primo giugno, con l’inizio della stagione estiva, in Puglia sono andati distrutti circa 1.825 ettari di territorio a causa dei roghi.

A subire le conseguenze più pesanti dell’incendio è stata un’azienda zootecnica guidata da un giovane imprenditore agricolo, impegnato nella tutela della pecora Altamurana. L’allevamento ospita circa 300 esemplari di una razza autoctona considerata un importante patrimonio della biodiversità zootecnica italiana. La distruzione delle superfici destinate alla produzione agricola e al pascolo mette ora in difficoltà la gestione quotidiana dell’attività e la possibilità di garantire continuità all’allevamento.

Il danno non riguarda soltanto le colture andate perdute. Le aree boscate attraversate dal fuoco sono infatti sottoposte a specifici vincoli normativi che impediscono il pascolo per un periodo di dieci anni. Questa limitazione rappresenta un ulteriore ostacolo per le aziende agricole che utilizzano quei territori come risorsa fondamentale per l’alimentazione degli animali e per l’organizzazione produttiva.

“Gli incendi stanno compromettendo il futuro di molte imprese agricole e di tanti giovani che hanno scelto di investire nelle zone interne della Puglia”, ha dichiarato Donato Mercadante, delegato di Giovani Coldiretti Puglia. Secondo l’associazione, l’episodio dell’Alta Murgia dimostra come un incendio possa colpire non solo una stagione agricola, ma anche progetti imprenditoriali costruiti nel tempo e realtà impegnate nella conservazione di razze locali.

Coldiretti Puglia sottolinea inoltre la necessità di rafforzare le attività di prevenzione e controllo. Una parte significativa degli incendi sarebbe riconducibile ad azioni dolose, mentre altri episodi deriverebbero da comportamenti imprudenti o dalla mancata attenzione nella gestione del territorio. Per questo motivo viene chiesto un maggiore presidio delle aree vulnerabili, insieme a controlli più capillari e a un’intensificazione delle indagini per individuare eventuali responsabili.

L’organizzazione agricola evidenzia anche le difficoltà operative legate alla gestione delle emergenze, dovute alla carenza di personale e mezzi disponibili per le attività di sorveglianza e spegnimento. La presenza contemporanea di più roghi rende infatti più complesso l’intervento delle squadre impegnate nella difesa del territorio.

Gli effetti degli incendi non si limitano alla perdita immediata di raccolti, pascoli e strutture aziendali, ma coinvolgono anche il suolo, gli habitat naturali e l’equilibrio ambientale delle zone colpite. La distruzione della vegetazione può aumentare inoltre il rischio di dissesto idrogeologico, con conseguenze che possono manifestarsi anche negli anni successivi.

Nel caso dell’Alta Murgia, la gravità dell’emergenza assume un valore particolare perché riguarda un’area protetta caratterizzata da un elevato interesse naturalistico e dalla presenza di aziende agricole che svolgono una funzione essenziale nella conservazione del paesaggio rurale.

Per affrontare la situazione, Coldiretti Puglia ha richiesto alla Regione interventi immediati: dalla ricognizione dei danni subiti dalle imprese agricole all’attivazione degli strumenti di sostegno economico disponibili, fino alla definizione di procedure rapide per gli eventuali risarcimenti.

Tra le proposte avanzate figura anche un piano regionale straordinario contro gli incendi, basato su una maggiore manutenzione del territorio, la pulizia delle fasce tagliafuoco, il monitoraggio costante delle aree a rischio e un potenziamento delle risorse dedicate alla prevenzione. L’obiettivo è proteggere il patrimonio agricolo e ambientale pugliese, garantendo maggiore sicurezza alle comunità e alle imprese che operano nelle zone più fragili.

Redazione

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