Le attività investigative avviate dopo una serie di furti ai danni di edifici religiosi del Salento hanno consentito ai carabinieri di recuperare numerose opere d’arte sacra e di denunciare un antiquario di Bari.
Il ritrovamento della refurtiva è avvenuto nel capoluogo pugliese, dove i militari hanno eseguito una perquisizione all’interno di un laboratorio di antiquariato. Durante i controlli sono emersi diversi oggetti sacri che risultavano sottratti da alcune chiese della provincia di Lecce. Tra i beni recuperati figurano tele, statue e altri manufatti religiosi provenienti dai luoghi di culto di Vitigliano, Cerfignano e Minervino di Lecce.
L’operazione è stata coordinata dai carabinieri delle stazioni di Minervino di Lecce e Poggiardo, con il supporto dei militari della compagnia di Maglie. L’intervento si inserisce in una più ampia attività investigativa finalizzata a contrastare il commercio illegale di opere d’arte e beni di valore storico-religioso.
Uno degli aspetti che avrebbe favorito lo sviluppo delle indagini riguarda l’utilizzo degli strumenti digitali. Gli investigatori avrebbero infatti individuato elementi utili attraverso il monitoraggio dei social network e di alcune piattaforme frequentate da appassionati di arte sacra. Alcune immagini pubblicate online avrebbero consentito di indirizzare gli accertamenti verso l’attività commerciale barese poi sottoposta a perquisizione.
A seguito degli approfondimenti investigativi, il titolare dell’esercizio, un uomo di 53 anni residente a Bari, è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica del capoluogo pugliese. La sua posizione è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, che dovrà valutare gli elementi raccolti durante l’inchiesta.
Nel frattempo, le opere recuperate sono state poste sotto sequestro e affidate agli specialisti della Soprintendenza. Gli esperti saranno chiamati a effettuare verifiche tecniche per confermare l’identificazione dei beni e accertarne le condizioni di conservazione dopo il periodo trascorso lontano dai luoghi di provenienza.
L’indagine non può ancora considerarsi conclusa. Gli inquirenti stanno proseguendo gli accertamenti per comprendere se gli episodi registrati nel Salento siano riconducibili a un’organizzazione più ampia specializzata nel furto e nella successiva commercializzazione di opere religiose. L’attenzione degli investigatori si concentra anche su altri casi denunciati negli ultimi mesi nel territorio leccese.
L’obiettivo è verificare eventuali collegamenti tra i diversi furti e individuare ulteriori responsabili, oltre a recuperare eventuali beni ancora mancanti. Gli approfondimenti riguardano anche alcuni episodi di danneggiamento avvenuti in edifici religiosi della zona, che potrebbero presentare elementi comuni con i fatti attualmente sotto esame.
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