La nuova disciplina nazionale sul florovivaismo è entrata ufficialmente in vigore con la pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale. Un passaggio importante per la Puglia, dove il settore rappresenta una componente significativa dell’economia agricola e vanta una forte specializzazione produttiva.
Secondo i dati di Coldiretti Puglia, il comparto regionale conta 618 imprese e 3.221 addetti, con esportazioni di piante e fiori recisi per un valore di 58,6 milioni di euro. Numeri che confermano il peso della filiera anche sui mercati internazionali.
La riforma introduce un quadro normativo organico e definisce con maggiore chiarezza le attività comprese nel settore, dalla produzione alla commercializzazione, fino alla cura e manutenzione del verde. Per Coldiretti Puglia si tratta del riconoscimento del florovivaismo come filiera strategica, con nuove prospettive per investimenti, innovazione, sostenibilità e formazione professionale.
In Puglia, l’area metropolitana di Bari riveste un ruolo centrale. Terlizzi e Monopoli sono tra i principali poli florovivaistici regionali, insieme ai centri salentini di Leverano, Taviano e Copertino.
La nuova normativa riguarda l’attività florovivaistica dell’imprenditore agricolo, svolta in forma individuale, societaria o associata, in vivaio, serra o altre strutture mobili. Sono comprese la floricoltura, la produzione di materiale di propagazione e diverse forme di vivaismo, da quello ornamentale a quello frutticolo, viticolo, forestale e orticolo.
La disciplina considera inoltre le attività connesse, tra cui conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione dei prodotti vegetali, oltre alle operazioni necessarie per il trasporto, la messa a dimora e la manutenzione del verde pubblico e privato.
L’introduzione della riforma arriva in una fase delicata per le aziende, alle prese con l’aumento dei costi di produzione. Energia, fertilizzanti, materie plastiche e logistica continuano infatti a pesare sui bilanci, mentre la concorrenza internazionale resta elevata.
Particolarmente rilevanti sono anche i costi di movimentazione, considerata la natura deperibile di molti prodotti florovivaistici.
Per questo, secondo Coldiretti Puglia, la riforma rappresenta un punto di partenza e non di arrivo. La sua efficacia dipenderà ora dall’attuazione concreta degli interventi previsti, attraverso risorse, investimenti, formazione e strumenti regionali capaci di sostenere le imprese.
L’obiettivo sarà rafforzare la competitività della filiera, favorire l’innovazione e accompagnare le aziende pugliesi sui mercati nazionali ed esteri. Per un comparto che coinvolge centinaia di imprese e migliaia di lavoratori, il nuovo quadro normativo apre quindi una fase destinata a incidere sulle prospettive di sviluppo del settore.
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