Disordini nel carcere minorile di Bari: poliziotti feriti e sezione devastata

Tensione al Fornelli: detenuti tentano di sottrarre le chiavi agli agenti per un'evasione. Sindacati e garanti chiedono interventi urgenti

Un violento episodio si è verificato nella serata di domenica 9 marzo nel carcere minorile di Bari, il Fornelli, dove un gruppo di detenuti avrebbe tentato di impadronirsi delle chiavi degli agenti di polizia penitenziaria per raggiungere la portineria ed eventualmente evadere. La situazione, secondo quanto riportato dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), ha portato al ferimento di due agenti e alla devastazione di un’intera sezione del penitenziario.

Uno dei poliziotti ha riportato ferite vicino all’occhio, mentre un altro è stato costretto al riposo per stato ansioso. Dopo alcune ore, l’ordine è stato ripristinato, ma l’episodio ha riacceso il dibattito sulle condizioni del personale e la sicurezza nelle strutture detentive per minori.

Il segretario regionale del Sappe, Federico Pilagatti, ha sottolineato come l’episodio evidenzi la fragilità dell’istituto penitenziario minorile di Bari, dove nella giornata e serata dell’evento erano presenti solo quattro unità di polizia penitenziaria, di cui tre assegnate alle sezioni. Una situazione che, secondo il sindacato, mette seriamente a rischio la sicurezza del personale e degli stessi detenuti.

Pilagatti ha chiesto l’immediato trasferimento dei detenuti coinvolti nei disordini, oltre a un rafforzamento dell’organico della Polizia Penitenziaria, da tempo insufficiente per gestire situazioni critiche come quella verificatasi. Un ulteriore problema, evidenziato dal sindacalista, riguarda la convivenza tra minori e giovani adulti fino a 25 anni, i quali rimangono nelle strutture minorili per aver commesso reati in età adolescenziale. Questa situazione, secondo il Sappe, aumenta i rischi di conflitti e atti di violenza all’interno degli istituti.

Il Sappe ha ribadito la necessità di mantenere attivi gli istituti penitenziari per minori, contrariamente a chi propone la loro chiusura. Secondo il sindacato, in alcuni casi i reati commessi sono di una tale gravità da richiedere pene adeguate, come avviene in altri Paesi. Tuttavia, ha sottolineato Pilagatti, è fondamentale riformare la gestione di questi istituti per garantire sia la sicurezza sia un percorso rieducativo conforme alla legge.

Solidarietà agli agenti aggrediti è stata espressa dal Garante regionale dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà, Pietro Rossi, e dal Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Ludovico Abbaticchio. In una nota congiunta, i garanti hanno condannato fermamente ogni atto di violenza e vandalizzazione, esprimendo preoccupazione per il progressivo deterioramento delle condizioni nei penitenziari minorili, sempre più simili a quelli per adulti.

I garanti hanno chiesto alla politica nazionale interventi strutturali, non limitati a un aumento di strutture e personale, ma mirati a potenziare il welfare e migliorare la qualità degli strumenti di recupero per i giovani detenuti. L’obiettivo è preservare il sistema penale minorile italiano, considerato tra i più avanzati a livello internazionale, evitando che venga compromesso da scelte inefficaci nella gestione delle carceri per minori.

Redazione

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