Nella serata di giovedì 24 aprile la cattedrale di Bari si è riempita di fedeli per la celebrazione della messa in ricordo di Papa Francesco, scomparso lunedì scorso. L’omelia, pronunciata da monsignor Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari-Bitonto, ha tracciato un commosso ritratto del Pontefice e rilanciato il suo messaggio di speranza e dialogo.
“Siamo chiamati a raccogliere la sua eredità, che non è culto della memoria, ma impegno evangelico concreto”, ha affermato Satriano, sottolineando l’urgenza per la Chiesa di Bari-Bitonto di farsi interprete del messaggio lasciato da Francesco. L’arcivescovo ha ricordato l’invito del Papa a diventare una Chiesa capace di prossimità, sensibile alle sofferenze del mondo e in particolare del Mediterraneo, luogo simbolo di speranza e dolore.
Nel suo discorso, Satriano ha ripercorso uno dei momenti più significativi del pontificato legato a Bari: la giornata del 7 luglio 2018, quando Papa Francesco guidò, nella Basilica di San Nicola, un incontro ecumenico per la pace in Medio Oriente insieme ai patriarchi delle Chiese orientali. In quell’occasione, accese la lampada uniflamma e pronunciò parole rimaste scolpite nel cuore della comunità: “La luce divina diradi le tenebre del mondo”.
Il pontefice è stato descritto come un uomo del Vangelo, vicino al popolo, capace di incarnare la speranza anche nelle situazioni più difficili, senza mai indietreggiare davanti alle sfide poste dalle ingiustizie globali, dalle guerre e dalle migrazioni.
“Ha camminato con noi, con il cuore colmo di Vangelo e gli occhi attenti alle ferite del mondo”, ha continuato Satriano, citando l’immagine di un Papa capace di abbracciare le marginalità e trasformarle in forza profetica.
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