Un nuovo intervento di edilizia residenziale potrebbe contribuire ad alleviare la crescente richiesta di abitazioni accessibili nel capoluogo pugliese. A Bari, nel quartiere Mungivacca, un edificio rimasto incompiuto per circa dieci anni sarà recuperato e destinato alla realizzazione di 100 appartamenti, suddivisi tra edilizia residenziale pubblica e housing sociale.
L’operazione interesserà l’ex studentato situato nelle vicinanze di via Amendola, in una posizione strategica all’ingresso della città. La struttura, mai entrata in funzione secondo la destinazione originaria, potrà così essere utilizzata per rispondere alle necessità abitative di famiglie con condizioni economiche differenti.
Arca Puglia ha previsto un investimento compreso tra 16 e 18 milioni di euro per portare a termine il complesso edilizio e consentirne la riconversione. L’iniziativa si inserisce nel percorso amministrativo già avviato dal Comune di Bari, che nelle scorse settimane ha approvato un atto di indirizzo finalizzato al recupero dell’immobile.
Cinquanta appartamenti popolari e cinquanta alloggi a canone sostenibile
Il progetto prevede una distribuzione equilibrata delle nuove unità immobiliari. Metà dei 100 appartamenti sarà riservata all’edilizia popolare, mentre i restanti 50 saranno destinati all’housing sociale, attraverso modalità di assegnazione differenti.
Per quanto riguarda le abitazioni popolari, la disponibilità di ulteriori immobili permetterà di ampliare il patrimonio residenziale pubblico e favorire lo scorrimento delle graduatorie esistenti. Si tratta di un aspetto particolarmente rilevante per Bari, dove la domanda di case a prezzi accessibili continua a rappresentare una questione centrale per le politiche abitative.
Una diversa procedura riguarderà invece gli appartamenti destinati all’housing sociale. In questo caso, sarà pubblicato un bando specifico, accompagnato da una graduatoria autonoma rispetto a quella prevista per gli alloggi popolari.
Le abitazioni saranno proposte con canoni mensili contenuti, rivolgendosi soprattutto ai nuclei familiari che, pur disponendo di redditi superiori alle soglie richieste per accedere all’edilizia residenziale pubblica, incontrano difficoltà nel sostenere gli affitti praticati sul mercato privato.
Questa soluzione consentirà di intercettare una fascia di popolazione che non possiede i requisiti economici per ottenere una casa popolare, ma che necessita comunque di condizioni abitative maggiormente sostenibili.
Un complesso residenziale pensato per favorire l’integrazione sociale
La futura organizzazione dell’ex studentato seguirà un modello abitativo fondato sulla convivenza tra persone appartenenti a differenti fasce sociali ed economiche.
A illustrare questa impostazione è stato Piero De Nicolo, amministratore unico di Arca Puglia, che ha richiamato il concetto di mixité sociale, un principio urbanistico orientato alla creazione di contesti residenziali diversificati.
L’obiettivo sarà evitare una separazione rigida tra le diverse categorie di assegnatari, favorendo invece la presenza, all’interno dello stesso complesso, di famiglie con esigenze e condizioni reddituali differenti.
Il recupero dell’immobile consentirà inoltre di restituire una funzione concreta a una struttura rimasta inutilizzata per molti anni, trasformando un intervento edilizio incompiuto in una nuova opportunità abitativa per la città.
Progetto esecutivo pronto, il Comune attende la documentazione
Gli aggiornamenti sull’operazione sono emersi durante una seduta congiunta delle commissioni comunali Urbanistica e Rigenerazione urbana e sociale, presiedute rispettivamente dai consiglieri Maria Stefania Durante e Fabio Sisto.
All’incontro hanno partecipato anche l’assessore al Patrimonio Nicola Grasso e la vicesindaco, nonché assessora alla Rigenerazione urbana, Giovanna Iacovone.
Nel corso dell’audizione, De Nicolo ha comunicato che Arca Puglia ha già completato la predisposizione del progetto esecutivo necessario per intervenire sull’edificio.
Il passaggio successivo sarà la trasmissione degli elaborati progettuali all’amministrazione comunale, che dovrà avviare le procedure di propria competenza prima di consentire l’apertura della fase di affidamento dei lavori.
Giovanna Iacovone ha chiarito che il Comune è in attesa di ricevere formalmente la documentazione, indispensabile per proseguire con l’iter amministrativo.
Quando saranno disponibili le nuove case a Mungivacca
Uno degli aspetti principali riguarda i tempi necessari per rendere effettivamente abitabili i 100 appartamenti.
Secondo le valutazioni comunicate da Arca Puglia, il completamento dell’intervento richiederà circa 24 mesi a partire dall’aggiudicazione dell’appalto. La previsione non comprende quindi il periodo necessario per concludere le procedure amministrative e individuare l’impresa incaricata dei lavori.
Al momento, pertanto, non è stata indicata una data definitiva per la consegna delle abitazioni.
Durante la riunione, l’assessore Nicola Grasso ha richiamato l’attenzione sull’elevato fabbisogno di edilizia popolare nel territorio barese, sottolineando l’importanza di aumentare la disponibilità di immobili destinati alle famiglie in difficoltà.
La riconversione dell’ex studentato di Mungivacca permetterà di recuperare un edificio inutilizzato e incrementare l’offerta di alloggi pubblici e sociali, attraverso un investimento che potrebbe raggiungere i 18 milioni di euro.
Il prossimo passaggio decisivo sarà dunque l’avanzamento dell’iter amministrativo, necessario per arrivare alla gara d’appalto e avviare concretamente il cantiere.
Seguici su
Aggiungi baritomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.