Assolto il giovane accusato di ricettazione per i bonifici ricevuti dal padre

Il Tribunale per i Minorenni di Bari ha escluso la prova della consapevolezza dell'origine illecita delle somme accreditate sul conto corrente quando l'imputato aveva 16 anni.

Si è concluso con un’assoluzione il procedimento nei confronti di un giovane che, all’epoca dei fatti, aveva 16 anni ed era accusato di ricettazione in relazione ad alcune somme di denaro accreditate sul proprio conto corrente. Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale per i Minorenni di Bari, Francesca Caramia, ha pronunciato la sentenza con rito abbreviato, respingendo la richiesta del pubblico ministero che aveva sollecitato una condanna a un anno e sei mesi di reclusione.

La decisione del giudice ha escluso la sussistenza dell’elemento soggettivo del reato, ritenendo non dimostrato che il ragazzo fosse consapevole della presunta provenienza illecita del denaro ricevuto.

L’indagine, coordinata dalla Guardia di Finanza di Bari, aveva coinvolto anche il padre del giovane, dipendente di un Comune della provincia barese. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe disposto bonifici utilizzando somme che avrebbe sottratto alle casse dell’ente pubblico attraverso i conti correnti gestiti per ragioni di servizio. Parte di quel denaro sarebbe confluita sui conti intestati alla moglie e ai figli, compreso quello del ragazzo allora minorenne.

Proprio in ragione di questi accrediti, anche il figlio era stato chiamato a rispondere dell’accusa di ricettazione. Tuttavia, nel corso del procedimento, la difesa, rappresentata dall’avvocato Antonio La Scala, ha sostenuto l’assenza di elementi idonei a dimostrare che il minore conoscesse l’origine delle somme.

Il Tribunale ha condiviso questa impostazione, evidenziando che il semplice rapporto di parentela tra padre e figlio, così come il numero dei bonifici ricevuti, gli importi delle operazioni e le causali riportate nei trasferimenti, non costituiscono prove sufficienti per affermare la consapevolezza dell’imputato circa l’eventuale provenienza illecita del denaro.

Sulla base di queste valutazioni, il giudice ha pronunciato l’assoluzione dall’accusa di ricettazione, ritenendo che mancasse un elemento essenziale per configurare il reato contestato.

La sentenza mette così fine a una vicenda giudiziaria durata sette anni per il giovane, oggi maggiorenne, che era stato coinvolto nell’inchiesta quando era ancora minorenne.

La posizione del padre resta distinta da quella del figlio. In relazione all’uomo, le contestazioni mosse dall’accusa riguardavano la presunta distrazione di fondi pubblici mediante bonifici eseguiti verso conti correnti intestati ai familiari. In assenza di indicazioni su un’eventuale sentenza definitiva nei suoi confronti, tali circostanze devono essere considerate come ipotesi accusatorie e non come fatti definitivamente accertati.

Con questa decisione, il Tribunale per i Minorenni di Bari ha quindi escluso la responsabilità penale del giovane, ritenendo che il materiale raccolto nel corso delle indagini non fosse sufficiente a dimostrare la sua partecipazione consapevole alla presunta attività illecita contestata dall’accusa.

Redazione

Seguici su

Aggiungi baritomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Operazione interforze nelle zone di piazza Umberto e piazza Cesare Battisti: identificate 120 persone, eseguite...
I controlli in un’area di smistamento pacchi hanno portato al ritrovamento della droga, individuata grazie...
L’inchiesta della Procura di Bari ricostruisce presunti accessi non autorizzati a informazioni bancarie riservate: coinvolti...

Altre notizie