Si intensifica la protesta dei lavoratori dell’Ac Boilers di Gioia del Colle, dove da giorni è attivo un presidio permanente davanti allo stabilimento. I 121 dipendenti chiedono risposte immediate sul proprio futuro, mentre si avvicina una scadenza cruciale: la fine della cassa integrazione straordinaria prevista per il mese di maggio.
La mobilitazione nasce in un contesto di forte incertezza. Dopo il fallimento dell’ultima trattativa per la cessione e la reindustrializzazione del sito, sulla vertenza è calato il silenzio, lasciando i lavoratori senza prospettive concrete. Un’interruzione improvvisa del dialogo che ha alimentato preoccupazione e tensione.
Nei mesi precedenti, la possibilità di un rilancio industriale aveva acceso alcune speranze. L’ipotesi di una nuova gestione sembrava aprire uno spiraglio per il futuro dello stabilimento, ma l’esito negativo della trattativa ha riportato la situazione a un punto critico. Da allora, non sono emerse nuove soluzioni o aggiornamenti significativi.
I lavoratori, attraverso iniziative pubbliche e appelli, cercano di mantenere alta l’attenzione sulla vicenda. Il presidio rappresenta un segnale concreto di una vertenza ancora aperta, con l’obiettivo di sollecitare interventi istituzionali e riattivare il confronto.
A lanciare l’allarme sono anche le organizzazioni sindacali. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, il rischio è quello di perdere un insediamento industriale storico e strategico, che nel tempo ha rappresentato un punto di riferimento per il territorio e per il comparto produttivo.
Seguici su
Aggiungi baritomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.