La comunità del Santuario della Madonna del Pozzo si è svegliata con una spiacevole sorpresa: la statua esterna raffigurante la Madonna è stata trovata con la testa del Bambino Gesù mozzata, in un episodio che, pur non sembrando frutto di un atto vandalico deliberato, ha comunque colpito profondamente i fedeli.
Il primo a commentare l’accaduto è stato il rettore del santuario, fra Filippo D’Alessandro, che ha diffuso la notizia attraverso i canali social ufficiali della basilica. “Ci siamo svegliati questa mattina e con meraviglia abbiamo trovato la statua della Madonna con la testa del Bambino mozzata”, ha riferito, sottolineando la gravità simbolica dell’accaduto.
Secondo quanto spiegato dal religioso, il danno alla statua potrebbe essere stato causato da un impatto accidentale, forse da una pallonata, che ha provocato il distacco della testa del Bambino Gesù. “Un piccolo ma significativo danno – lo definisce D’Alessandro – che ci invita a riflettere sul rispetto per i nostri luoghi sacri e simbolici”.
Fra D’Alessandro ha voluto sottolineare che, nonostante l’episodio, la basilica continua a essere un punto di riferimento spirituale e meta di pellegrinaggio, soprattutto durante il periodo quaresimale. “Ci consola – afferma – la presenza di tanti pellegrini che in queste domeniche stanno varcando la Porta della nostra Basilica giubilare”.
Il messaggio lanciato dal rettore non è solo un invito alla riparazione fisica del danno, ma soprattutto un richiamo al valore della memoria collettiva e della devozione popolare. “Dispiace per chi non ha rispetto nemmeno per le immagini sacre”, ha commentato, ribadendo però la gratitudine verso i tanti fedeli che ogni giorno mostrano il loro affetto per il santuario.
“Tutti i visitatori che arrivano qui restano colpiti dalla bellezza e dalla sacralità di questo luogo“, ha ricordato ancora il rettore, ringraziando quanti contribuiscono a rendere il santuario un punto di sosta per la spiritualità, la fede e la vita.
L’episodio, seppur contenuto nei danni materiali, assume quindi un significato più ampio per la comunità religiosa, diventando occasione di riflessione e sensibilizzazione. Il rispetto per i simboli religiosi e i luoghi di culto, evidenzia fra D’Alessandro, è parte integrante della cura del nostro patrimonio storico e spirituale.
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