Sabato 9 novembre l’amministrazione comunale di Bari, in collaborazione con il Fondo Ambiente Italiano (FAI), riaprirà al pubblico il vivaio comunale situato in via Napoli, all’angolo con via Caracciolo. Il vivaio, chiuso per oltre trent’anni, rappresenta una vera e propria oasi di biodiversità e sarà visitabile per la prima volta dopo decenni, grazie a un’iniziativa che mira a promuovere la consapevolezza sui temi climatici e sul valore del patrimonio verde della città.
Un vivaio storico e dimenticato dai baresi
Il vivaio comunale di Bari è un’area verde che, a partire dal 1932, ha svolto un ruolo cruciale nella produzione e coltivazione di piante destinate a tutto il territorio urbano. Questo spazio verde, chiuso per oltre trent’anni e nascosto da un cancello arrugginito, era ormai sconosciuto ai più giovani e dimenticato dai cittadini più anziani. All’interno dei circa 2000 metri quadri, la natura ha preso il sopravvento, trasformando l’area in un bosco urbano rigoglioso, che conserva un fascino intatto e inaspettato, preservato dal lungo periodo di abbandono.
Un esempio di biodiversità urbana da scoprire
Il vivaio custodisce un’ampia varietà di specie botaniche, in grado di sorprendere chiunque entri. La vegetazione spontanea ha dato origine a un vero e proprio “giardino ecologico” composto da alberi, arbusti e specie autoctone che si sono rigenerate autonomamente. Tra le varietà presenti figurano ficus australis, quercus ilex, juniperus glauca, schinus molle e molte altre, che stanno rifiorendo grazie alle recenti piogge. Quest’area offre un esempio concreto di resilienza della natura, capace di rigenerarsi senza interventi esterni, trasformandosi in un ecosistema autonomo e vitale.
Un progetto di sensibilizzazione e formazione
L’assessora al Clima, Transizione ecologica e Ambiente Elda Perlino ha sottolineato come il recupero del vivaio rappresenti un’opportunità per sensibilizzare la cittadinanza, specialmente i giovani, sui temi della biodiversità e del cambiamento climatico. Ha ringraziato il FAI per aver promosso l’iniziativa e aver stimolato l’amministrazione a riaprire questo prezioso angolo verde, definendolo “uno scrigno di biodiversità urbana che ha resistito al tempo e all’abbandono”.
L’obiettivo è quello di restituire il vivaio alla comunità, proponendolo come laboratorio didattico per giovani e adulti interessati alla cura del verde e alla formazione professionale di giardinieri qualificati, figure sempre più richieste. Perlino ha inoltre annunciato la volontà di dedicare il vivaio alla memoria di Erminia Traversa, storica direttrice del settore comunale Giardini, come omaggio alla sua dedizione al patrimonio verde della città.
Il sostegno del FAI e la priorità climatica
Gioacchino Leonetti, capo delegazione del FAI, ha spiegato che l’apertura del vivaio rientra nella Campagna nazionale FAI per il clima, mirata a sensibilizzare i cittadini sulle problematiche ambientali e sul riscaldamento globale. Citando le parole della fondatrice del FAI, Giulia Maria Mozzoni Crespi, “si difende ciò che si ama e si ama ciò che si conosce”, Leonetti ha sottolineato l’importanza di riavvicinare i cittadini a questi luoghi per renderli partecipi nella difesa dell’ambiente. La riapertura del vivaio offre, infatti, l’occasione di riflettere sul nostro stile di vita e sulla necessità di agire per contrastare i cambiamenti climatici, attraverso un approccio che unisca conoscenza e azione.
Visite guidate e prenotazioni
Per l’apertura di sabato 9 novembre, le visite saranno organizzate sotto la guida di Giovanni Picella, esperto di giardini e vivai e responsabile Ambiente della delegazione FAI Bari. Le visite avranno luogo dalle ore 10 alle 13, con turni di massimo 30 partecipanti ogni 30 minuti. Sarà possibile prenotarsi tramite il sito ufficiale del FAI (fondoambiente.it), con un contributo libero per gli iscritti al FAI e un costo di 5 euro per i non iscritti.
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