Caso Stallone, bufera politica sull’Oncologico di Bari: Fdi chiede le dimissioni

La Regione Puglia avvia un'istruttoria urgente sulle accuse rivolte al direttore generale Tommaso Stallone. Al centro della vicenda presunti tentativi di impedire la pubblicazione di notizie e dubbi sui requisiti della nomina. Il manager respinge le contestazioni e si affida ai propri legali.

La gestione dell’Istituto oncologico Giovanni Paolo II di Bari finisce al centro di una nuova polemica politica e istituzionale. A far esplodere il caso sono state alcune accuse diffuse da una testata online nei confronti di Tommaso Stallone, direttore generale dell’IRCCS barese, che hanno spinto la Regione Puglia ad avviare un’istruttoria urgente per verificare quanto riportato.

Secondo quanto riportato dalla pubblicazione, soggetti vicini all’istituto avrebbero versato somme di denaro con l’obiettivo di fermare la circolazione di notizie considerate potenzialmente dannose per Stallone. Si tratta di circostanze che dovranno essere verificate e rispetto alle quali, allo stato attuale, non risultano accertamenti definitivi.

La Regione ha quindi deciso di approfondire la questione attraverso un procedimento istruttorio urgente. L’obiettivo sarà ricostruire i fatti, verificare la fondatezza delle informazioni pubblicate e valutare eventuali elementi di criticità nella condotta del direttore generale.

Tra gli aspetti finiti sotto osservazione figura anche la procedura che aveva portato alla sua nomina.

Di fronte alle contestazioni e alle richieste di dimissioni, Tommaso Stallone ha scelto di affidare la propria difesa ai legali. Interpellato sulla vicenda, il direttore generale ha confermato di aver già coinvolto i propri avvocati per tutelare la propria posizione e difendere il lavoro svolto alla guida dell’istituto.

Il manager ha inoltre escluso categoricamente l’ipotesi di lasciare spontaneamente l’incarico, ribadendo la volontà di attendere gli sviluppi delle verifiche avviate.

Una presa di posizione che conferma la volontà di non arretrare davanti alle pressioni politiche e mediatiche. Stallone, dunque, non intende rassegnare le dimissioni e punta sull’accertamento delle circostanze contestate per chiarire la propria posizione.

Il caso si sviluppa in una fase particolarmente delicata per la sanità pugliese, già interessata dal dibattito sull’organizzazione dei servizi, sulle risorse disponibili e sui tempi necessari per garantire le prestazioni ai cittadini.

L’Istituto oncologico Giovanni Paolo II rappresenta una realtà sanitaria di riferimento per il territorio e le vicende che riguardano la sua direzione assumono inevitabilmente una rilevanza che va oltre il confronto tra maggioranza e opposizione.

Saranno gli esiti dell’istruttoria regionale e gli eventuali successivi accertamenti a determinare gli sviluppi della vicenda, mentre sul piano politico il caso è già diventato un nuovo terreno di scontro sulla gestione della sanità in Puglia.

Redazione

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