Calzature pugliesi in difficoltà, l’export rallenta nel primo semestre 2026

Il comparto regionale risente della frenata della domanda internazionale e delle tensioni sui mercati esteri, mentre il mercato interno italiano mostra segnali di ripresa con una crescita degli acquisti delle famiglie

Il settore calzaturiero pugliese affronta una fase complessa nel corso del 2026. Nei primi sei mesi dell’anno l’export regionale ha registrato una diminuzione dell’11,3% rispetto allo stesso periodo precedente, con un valore complessivo delle vendite oltreconfine pari a 152,5 milioni di euro. Il dato emerge dal report dedicato all’andamento del comparto calzaturiero italiano e regionale, che evidenzia gli effetti delle difficoltà economiche internazionali sulla filiera produttiva.

A pesare sulle performance delle imprese pugliesi sono soprattutto il rallentamento della domanda globale, le incertezze legate agli scenari geopolitici e la maggiore pressione sui costi aziendali. Una situazione che ha modificato gli equilibri commerciali e che si riflette anche sul numero delle aziende attive e sull’occupazione nel territorio.

Mercati esteri, andamento differenziato per le destinazioni principali

La contrazione dell’export pugliese non riguarda tutti i Paesi con la stessa intensità. Le cinque principali destinazioni commerciali, che insieme rappresentano il 59,6% delle esportazioni complessive della regione, hanno mostrato risultati molto diversi tra loro.

Tra i mercati più rilevanti, la Spagna rappresenta l’unico segnale positivo, con una crescita delle esportazioni pari al 10,4%. Al contrario, altri Paesi hanno evidenziato una riduzione degli acquisti di prodotti calzaturieri pugliesi: la Francia ha segnato un calo del 13,2%, la Germania dell’11,2%, mentre l’Albania ha subito una contrazione più marcata, pari al 25,9%. Anche il Regno Unito ha registrato una diminuzione, seppure più contenuta, con un -5,9%.

Le difficoltà coinvolgono anche alcune aree extraeuropee. In particolare, le esportazioni verso il Medio Oriente hanno subito una riduzione del 49,7%, mentre il mercato russo ha registrato una flessione dell’8,7%.

Effetti sulla filiera regionale: meno imprese e occupazione in calo

La debolezza dei mercati internazionali ha avuto conseguenze anche sul sistema produttivo pugliese. Secondo le elaborazioni del Centro Studi Confindustria Accessori Moda su dati Infocamere-Movimprese, il comparto regionale formato da calzaturifici e aziende specializzate nella produzione di componenti per calzature ha perso 24 imprese attive rispetto alla precedente rilevazione.

Parallelamente, il settore ha registrato un saldo occupazionale negativo: gli addetti sono diminuiti di 312 unità rispetto al mese di dicembre scorso. Un quadro che conferma le difficoltà attraversate dalle aziende della filiera, chiamate a gestire una fase caratterizzata da minore richiesta internazionale e maggiore complessità operativa.

Un elemento positivo arriva invece dal ricorso agli strumenti di sostegno al reddito. Le ore di cassa integrazione autorizzate nella filiera della pelle pugliese sono infatti diminuite del 22,2%, fermandosi a circa 789mila ore.

Il quadro italiano e la strategia delle imprese del settore

Anche a livello nazionale il comparto calzaturiero continua a confrontarsi con una situazione economica articolata. Nel primo semestre 2026 il fatturato italiano ha registrato una diminuzione del 2,3%, mentre l’export nei primi cinque mesi dell’anno è sceso del 2,4%. Nonostante la contrazione delle vendite estere, il settore ha migliorato il saldo commerciale, cresciuto del 9,6% fino a raggiungere 2,16 miliardi di euro.

La presidente di Assocalzaturifici Giovanna Ceolini ha sottolineato come le aziende italiane stiano affrontando una fase segnata da tensioni internazionali, rallentamento dei consumi e aumento dei costi. Secondo l’associazione, il comparto continua comunque a mantenere una forte presenza sui mercati globali grazie alla capacità delle imprese di adattarsi ai cambiamenti e alla riconosciuta qualità della produzione Made in Italy.

Per il futuro, il settore punta sul rafforzamento della competitività, sugli investimenti e sul sostegno all’occupazione, elementi considerati centrali per accompagnare la ripresa della filiera.

Segnali positivi dai consumi delle famiglie italiane

A fronte delle difficoltà sui mercati esteri, il mercato interno mostra invece alcuni segnali incoraggianti. Nel primo semestre dell’anno gli acquisti delle famiglie italiane nel comparto calzaturiero sono aumentati di circa il 2% sia in quantità sia in valore.

La crescita è stata sostenuta soprattutto dalle calzature femminili, che hanno registrato un incremento del 4% negli acquisti e nella spesa complessiva. Buona anche la performance del segmento sportivo, con sneakers e calzature dedicate all’attività fisica in aumento dell’1,5%.

Proprio il segmento delle sneakers continua ad avere un ruolo rilevante nelle abitudini dei consumatori italiani, arrivando a rappresentare oltre il 42% della spesa totale delle famiglie per le calzature. Un cambiamento nei comportamenti d’acquisto che conferma l’evoluzione del mercato e le nuove preferenze dei consumatori.

Redazione

Seguici su

Aggiungi baritomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Oggi, Lunedì 21 settembre la Regione Puglia dedica la giornata a “Scuole di comunità”, con...
Musica, sport, cultura e partecipazione nei quartieri di Santo Spirito, San Girolamo e San Giorgio-Torre...
Dal grappolo gigante alle vetrine, passando per la gastronomia e il packaging: il Comune di...

Altre notizie