Perquisiti nove medici del Policlinico di Bari nell’inchiesta sui certificati per i Cpr

Le verifiche della Squadra mobile hanno coinvolto oltre venti professionisti in nove città italiane. A Bari sono stati perquisiti nove tra infettivologi e psichiatri, che al momento non risultano indagati.

Nove medici del Policlinico di Bari, tutti infettivologi e psichiatri, sono stati perquisiti il 16 settembre nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Ravenna sulla presunta formazione e sul rilascio di certificazioni mediche utilizzate per impedire il trattenimento di cittadini stranieri irregolari nei Centri di permanenza per i rimpatri.

I professionisti baresi non risultano indagati. Le perquisizioni, eseguite dalla Squadra mobile, hanno riguardato abitazioni e persone dei medici. Durante le operazioni sono stati acquisiti documenti e contenuti presenti sui dispositivi telefonici, ora al vaglio degli investigatori.

L’operazione, coordinata dal Servizio centrale operativo e dalla Squadra mobile di Ravenna, ha coinvolto oltre venti professionisti in nove città italiane. Oltre a Bari, le perquisizioni hanno interessato Biella, Bologna, Firenze, Livorno, Milano, Rimini, Roma e Varese.

Secondo quanto riportato da RavennaToday, la quasi totalità dei destinatari dei decreti di perquisizione non sarebbe iscritta nel registro degli indagati. Gli accertamenti puntano a raccogliere elementi sulla redazione e sull’utilizzo dei certificati sanitari.

L’indagine era emersa lo scorso marzo, quando la Procura di Ravenna aveva disposto l’interdizione dalla professione per dieci mesi nei confronti di tre sanitari del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Santa Maria delle Croci.

Ad altri cinque medici era stato invece vietato di effettuare visite finalizzate al rilascio delle certificazioni di idoneità alla permanenza nei Cpr.

Le nuove perquisizioni rappresentano un ulteriore sviluppo dell’inchiesta, che ora coinvolge professionisti di diverse città italiane. Gli accertamenti proseguono per verificare le circostanze legate alla produzione e all’utilizzo delle certificazioni, mentre per i medici baresi coinvolti resta fermo, allo stato attuale, il fatto che non risultano indagati.

 

Redazione

Seguici su

Aggiungi baritomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

L’incidente è avvenuto vicino all’accesso alla tangenziale: il ciclista, residente a Ruvo di Puglia, è...
Un uomo di Minervino Murge finisce in carcere nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Bari sull'uccisione...
Un complice si era presentato al telefono come maresciallo dei Carabinieri, mentre il giovane aveva...

Altre notizie