Studio dentistico Dott. Biagio Rapone a Bari: laser, integrazione e una nuova esperienza del paziente

Dalla rimozione delle carie agli interventi chirurgici, dal supporto alla riabilitazione gnatologica ai protocolli estetici introdotti dalla normativa del 2026: il laser entra in molteplici aree dell'odontoiatria. Allo Studio Rapone di Bari si inserisce in una visione complessiva del paziente, dove tecnologia, prevenzione e personalizzazione lavorano insieme.

L’odontoiatria di oggi non somiglia più a quella che la maggior parte degli adulti italiani ricorda dall’infanzia. Strumenti, tempi di intervento e decorsi post-operatori sono cambiati profondamente negli ultimi anni, e una parte di questo cambiamento porta il nome del laser. Negli studi che lo hanno integrato nei propri protocolli, l’esperienza del paziente è spesso molto diversa da quella che si aspetta di rivivere. Allo Studio Dentistico del Dott. Biagio Rapone, a Bari, il laser è uno degli strumenti che hanno modificato l’approccio quotidiano. Ma è inserito in una cornice più ampia, dove la tecnologia non è il fine: serve una visione olistica del paziente, in cui ogni intervento viene valutato in relazione alla sua storia clinica e al suo benessere generale.

«Il laser che utilizziamo opera su lunghezze d’onda diverse e ci permette di intervenire sulle strutture tissutali sia molli che dure», illustra il dottor Rapone, chirurgo odontoiatra, autore di numerose pubblicazioni scientifiche internazionali. «Da qui un ventaglio di possibilità molto ampio, ma il principio che guida ogni applicazione resta lo stesso: ottenere risultati clinici con un impatto minore sul paziente, sia in termini di invasività che di farmaci impiegati.»

Trattamento delle carie: minore ansia, soprattutto per i pazienti più giovani

Una delle applicazioni in cui il laser cambia maggiormente la percezione del paziente è quella legata alla cura delle carie. Lo strumento permette di intervenire selettivamente sull’area cariata, senza ricorrere al “trapano” (tecnicamente, turbina e contrangolo) e, in una porzione importante di casi, senza necessità di anestesia locale. Un cambiamento sostanziale soprattutto per i bambini, per i quali la paura della poltrona resta uno degli ostacoli principali all’accesso alle cure.

«Lo strumento agisce in maniera mirata sul tessuto compromesso, intaccando il meno possibile l’area sana», dettaglia il Dott. Rapone. «I traumatismi che ne derivano sono limitati e la predicibilità del risultato è elevata. Per i pazienti pediatrici, ma anche per gli adulti che hanno sviluppato un timore nei confronti dello studio dentistico, questo si traduce in una marcata riduzione della componente ansiogena. Che spesso è la principale ragione per cui le persone rimandano i controlli, finendo poi per arrivare in poltrona con problemi più impegnativi.»

Una conseguenza non trascurabile sul piano olistico: chi vive la visita come un’esperienza tollerabile tende a presentarsi con regolarità ai controlli, e la prevenzione resta uno degli strumenti più efficaci per evitare interventi complessi nel medio-lungo periodo.

Chirurgia orale e implantologia: emostasi più rapida e decorsi più gestibili

In ambito chirurgico, il laser può intervenire dove tradizionalmente si è sempre usato il bisturi. Tra i benefici che i pazienti riferiscono nelle ore successive figurano un sanguinamento più contenuto durante la procedura, tempi di guarigione che tendono ad accorciarsi grazie all’azione di biostimolazione e un dolore post-operatorio generalmente più sopportabile rispetto al passato.

«I pazienti che si sono sottoposti in passato a procedure chirurgiche tradizionali ci riferiscono di un decorso decisamente più tollerabile quando interviene il laser», racconta il Dott. Rapone. «Nei casi di implantologia il laser ha una doppia utilità: pulisce il sito chirurgico dalla carica batterica e contribuisce a stimolare la rigenerazione tissutale nelle prime fasi del decorso. La sua azione si estende anche alla terapia del dolore, sia in poltrona sia attraverso sedute di follow-up».

Tra le ricadute positive c’è anche una riduzione importante del ricorso ad analgesici e antinfiammatori nei giorni successivi all’intervento. Anche in parodontologia il laser entra come alternativa alle curette per il trattamento dei tessuti gengivali infiammati, evitando le incisioni. E in gnatologia accompagna il percorso di riabilitazione occlusale aiutando a ridurre l’infiammazione dell’articolazione temporomandibolare. Una logica trasversale che si ricollega all’impostazione complessiva dello studio: contenere per quanto possibile l’uso di farmaci sistemici, fatti salvi i protocolli sanitari che ne prevedono l’utilizzo.

Estetica del volto: le possibilità aperte dalla normativa del 2026

Una novità normativa entrata in vigore nel 2026 ha esteso il raggio d’azione degli odontoiatri al volto e al décolleté del paziente. Un’apertura che lo Studio Dentistico del Dott. Rapone ha integrato con coerenza rispetto alla filosofia che caratterizza l’attività ordinaria. Il laser viene utilizzato per la biostimolazione dei tessuti, per il trattamento delle macchie cutanee e per gli esiti cicatriziali post-acneici, con risultati particolarmente apprezzabili nei pazienti giovani.

«Per chi cerca un volume maggiore sulle labbra, il laser rappresenta un’alternativa ai filler iniettivi», illustra il Dott. Rapone. «I filler possono comportare effetti collaterali come gonfiori, ematomi o traumatismi del punto di iniezione. Con il laser questi rischi tendono a presentarsi in misura ridotta: i volumi che si ottengono sono più morbidi, in un modo che valorizza i lineamenti del paziente piuttosto che modificarli. La filosofia del nostro lavoro punta sempre all’armonia, non al cambiamento radicale.»

Una tecnologia che lavora con le altre

Allo Studio Dentistico del Dott. Rapone il laser non viene mai utilizzato come tecnologia isolata. Dialoga con l’ozonoterapia, impiegata per ridurre i fenomeni infiammatori e decontaminare i siti chirurgici; con l’elettromiografia, per le valutazioni muscolari e posturali; e con il lavoro coordinato di logopedisti, fisioterapisti e di una igienista con formazione naturopatica. Una rete di strumenti e professionisti che condivide lo stesso obiettivo: trattare il paziente come un sistema unitario, non come una somma di organi separati.

«Dove possibile, lavoriamo con strumenti meno invasivi: integratori, laser e l’insieme delle tecnologie oggi disponibili», conclude il Dott. Rapone. «In studio cerchiamo di affrontare le diverse esigenze del paziente in modo meno aggressivo rispetto al passato. La nostra cura non si ferma al singolo dente: lavoriamo a 360 gradi, dall’occlusione alla postura, dalle gengive al quadro metabolico generale.»

Redazione

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