Bari rinasce con il verde grazie ai fondi europei

Dalle periferie ai nuovi corridoi ecologici: la città pugliese trasforma spazi degradati in aree più vivibili attraverso alberi, soluzioni naturali e infrastrutture sostenibili

Per anni molte aree periferiche di Bari sono state caratterizzate da grandi superfici impermeabili, parcheggi in cemento e spazi pubblici privi di vegetazione. Oggi quel modello urbano sta lasciando spazio a una nuova visione, sostenuta dai fondi europei per la coesione, che punta a rendere la città più resistente agli effetti del cambiamento climatico.

La trasformazione coinvolge 14 aree strategiche del territorio comunale e rappresenta uno degli interventi più importanti di rigenerazione ambientale realizzati negli ultimi anni. Attraverso opere di depavimentazione, piantumazione di alberi e creazione di infrastrutture verdi, Bari sta modificando il rapporto tra cittadini e spazio pubblico, portando il verde anche nei quartieri più lontani dal centro.

Tra i luoghi simbolo di questa rivoluzione c’è il parcheggio di Santa Chiara, nel quartiere Japigia. Qui sono stati eliminati 1.572 metri quadrati di asfalto per lasciare spazio a pavimentazioni drenanti e a 22 nuovi alberi, tra cui bagolari, canfore e carrubi. Un intervento che rappresenta il passaggio da una superficie urbana sterile a un ambiente capace di offrire ombra, drenaggio delle acque e maggiore comfort durante i mesi più caldi.

La strategia complessiva prevede un investimento superiore ai cinque milioni di euro. In particolare, il Fondo europeo di sviluppo regionale ha destinato 5.059.026 euro al greening urbano, mentre altri 750mila euro sono stati indirizzati allo sviluppo dello Smart Lighting. Il progetto è già in fase avanzata, con oltre il 57% delle risorse utilizzate e circa 2,9 milioni di euro già impiegati nei primi cantieri.

Alberi e natura per affrontare il clima estremo

Il ruolo della vegetazione urbana è diventato centrale nella gestione delle nuove sfide climatiche. Quartieri come Japigia, San Paolo, Carbonara e Sant’Anna hanno per lungo tempo sofferto l’eccessiva presenza di cemento e asfalto, elementi che durante l’estate contribuiscono alla formazione delle cosiddette isole di calore.

Gli alberi rappresentano oggi una vera infrastruttura urbana capace di ridurre le temperature, migliorare la qualità dell’aria e limitare gli effetti delle piogge intense. Secondo il presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia, Gianni Caputo, nelle città mediterranee il verde pubblico svolge una funzione essenziale perché aiuta a mitigare le ondate di calore e favorisce una gestione più naturale delle acque meteoriche.

La presenza di alberature permette infatti di diminuire la temperatura percepita attraverso l’ombreggiamento e l’evapotraspirazione, cioè il processo con cui le piante rilasciano vapore acqueo nell’ambiente. Questo meccanismo può contribuire ad abbassare il calore percepito fino a diversi gradi, migliorando la vivibilità degli spazi urbani.

Gli alberi svolgono inoltre un’importante funzione contro l’inquinamento atmosferico, trattenendo polveri sottili e contribuendo alla riduzione degli effetti dei gas serra. La loro presenza consente anche un risparmio energetico, perché le aree verdi vicine agli edifici aiutano a limitare il ricorso alla climatizzazione artificiale.

Tra le azioni indicate dagli esperti rientrano nuovi progetti di riforestazione urbana con specie mediterranee resistenti, come lecci, sughere e carrubi, oltre alla creazione di percorsi verdi e aree ombreggiate accessibili ai cittadini.

Parcheggi verdi e città spugna

Uno degli aspetti più innovativi del programma riguarda la trasformazione dei parcheggi tradizionali in spazi sostenibili. Le aree destinate alla sosta, spesso considerate semplici superfici funzionali, vengono ripensate attraverso le Nature-based Solutions, ovvero interventi che sfruttano i processi naturali per migliorare la resilienza urbana.

I nuovi parcheggi verdi sostituiscono il cemento impermeabile con materiali drenanti e sistemi capaci di trattenere l’acqua piovana. L’obiettivo è applicare il modello della “città spugna”, in cui il terreno torna ad avere un ruolo attivo nella gestione delle precipitazioni.

Pavimentazioni permeabili, giardini della pioggia e aree vegetate consentono di ridurre il sovraccarico delle reti fognarie e limitare il rischio di allagamenti durante gli eventi meteorologici più intensi. Allo stesso tempo, alberi e arbusti contribuiscono alla creazione di nuovi habitat per insetti impollinatori e fauna urbana.

Il consigliere delegato alla Sostenibilità dell’Ordine degli Architetti di Bari, Antonio Stragapede, ha evidenziato come questa nuova progettazione trasformi i parcheggi da elementi di consumo del territorio a vere infrastrutture ecologiche in grado di produrre benefici ambientali.

La rigenerazione delle periferie

Gli interventi non riguardano soltanto Japigia. Il piano coinvolge anche San Paolo, con via Ricchioni e il parco Amendola, oltre a Madonnella, Poggiofranco, Loseto e il Villaggio Trieste. Tra i progetti più ambiziosi ci sono i “Fiumi Verdi”, corridoi ecologici destinati a collegare il Parco Lama Balice con il litorale, in linea con gli obiettivi della Strategia europea sulla biodiversità 2030.

L’assessora all’Ambiente del Comune di Bari, Elda Perlino, ha spiegato che le risorse europee hanno permesso di avviare una vera politica di forestazione urbana. A Loseto, ad esempio, sono stati piantati circa 800 alberi nel bosco sociale, mentre altri interventi hanno coinvolto la zona della Chiesa del Salvatore attraverso una collaborazione con università e centri di ricerca.

La scelta di concentrare gli interventi nelle periferie nasce dalla necessità di aiutare soprattutto le aree maggiormente esposte alle temperature elevate e con minore accesso alle risorse per affrontare il caldo estremo.

La città ha inoltre sviluppato una rete di rifugi climatici: circa dieci spazi verdi attrezzati con servizi dedicati ai cittadini, affiancati da luoghi chiusi come musei e biblioteche di quartiere.

Un cambiamento percepito dai residenti

I primi risultati della trasformazione sono già visibili. Nei siti interessati dagli interventi è stata installata anche una nuova illuminazione intelligente a basso consumo energetico, completando un percorso che unisce sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica.

Nel quartiere Japigia, i residenti hanno accolto positivamente il cambiamento del parcheggio di Santa Chiara, per decenni privo di verde e caratterizzato soltanto dalla presenza dell’asfalto. La nuova configurazione dell’area ha introdotto alberi, ordine e maggiore vivibilità, rendendo più sopportabili le temperature estive.

La rigenerazione urbana di Bari dimostra come i finanziamenti europei possano tradursi in interventi concreti capaci di migliorare la qualità della vita quotidiana, trasformando luoghi degradati in spazi verdi e resilienti.

Redazione

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