Rinnovata la Sea Turtle Clinic di bari per le tartarughe marine

Il nuovo centro universitario pugliese migliora le cure per la fauna marina grazie a tecnologie avanzate e a una rete di collaborazione dedicata alla tutela della biodiversità

La tutela delle tartarughe marine del Mediterraneo passa anche attraverso strutture sempre più specializzate nella cura e nella riabilitazione degli animali feriti. In questa direzione si inserisce il rinnovamento della Sea Turtle Clinic del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, oggi dotata di un sistema più moderno per la gestione degli esemplari recuperati lungo le coste.

L’intervento, realizzato grazie al finanziamento della Regione Puglia e inaugurato presso il Campus di Medicina Veterinaria di Valenzano, rappresenta un importante sviluppo per le attività dedicate al recupero della fauna marina. Il nuovo impianto permette di offrire condizioni di degenza più adeguate attraverso vasche e apparecchiature progettate per la stabulazione, il trattamento sanitario e il percorso di recupero delle tartarughe.

La struttura dispone di sistemi tecnologici innovativi, tra cui il ricircolo dell’acqua marina, la filtrazione biologica e meccanica e la sterilizzazione tramite lampade ultraviolette. Questi strumenti consentono di mantenere parametri ambientali più controllati e favoriscono il benessere degli animali durante il periodo necessario alle cure, fino alla successiva fase di reintroduzione nell’ambiente naturale.

Ogni anno la Sea Turtle Clinic accoglie numerosi esemplari di Caretta Caretta, arrivando a gestire fino a 500 ricoveri annuali grazie alla collaborazione con enti e organizzazioni impegnate nella protezione del mare. Le tartarughe vengono recuperate attraverso una rete che coinvolge la Capitaneria di Porto, il Centro Recupero Tartarughe Marine Wwf di Molfetta e diverse associazioni ambientali.

Molti degli animali ospitati nella clinica arrivano in condizioni critiche a causa delle conseguenze delle attività umane. Tra le principali cause degli interventi veterinari figurano le ferite provocate dagli ami dei palangari, il contatto con le reti da pesca e l’ingestione di plastica o altri materiali presenti in mare. Il lavoro della struttura universitaria diventa quindi fondamentale non solo per la cura dei singoli esemplari, ma anche per lo studio delle minacce che interessano gli ecosistemi marini.

Il potenziamento della clinica rafforza inoltre il ruolo dell’Università di Bari nella ricerca scientifica e nella formazione dei futuri professionisti del settore veterinario. L’attività viene sviluppata secondo il modello One Health, un approccio che considera strettamente collegati la salute degli animali, quella dell’uomo e l’equilibrio degli ecosistemi.

La nuova fase della Sea Turtle Clinic è stata accompagnata anche da un momento simbolico per la conservazione marina: il ritorno in mare di due tartarughe precedentemente curate nella struttura, Elettra e Francy. Dopo essere state microchippate per consentire il monitoraggio, le due Caretta Caretta sono state liberate al largo del porto di Bari, a circa un miglio nautico dalla costa, grazie al supporto dei mezzi della Capitaneria di Porto.

Elettra era arrivata dalla Grecia e portava sul carapace un dispositivo Gps utilizzato per attività di ricerca, mentre Francy era stata recuperata lungo il litorale di Molfetta. Entrambe erano rimaste coinvolte in problematiche legate alle attività di pesca, ma il percorso di cura ha permesso loro di recuperare le condizioni necessarie per tornare nel proprio ambiente naturale.

Secondo l’assessore regionale all’Agricoltura con delega alla pesca e alle risorse del mare Francesco Paolicelli, il nuovo impianto consolida la Sea Turtle Clinic come punto di riferimento per il recupero delle tartarughe marine nell’Adriatico e nel Mediterraneo. La struttura diventa così un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni, università, enti di ricerca e realtà ambientaliste per proteggere una specie sempre più esposta agli effetti delle attività umane.

Il rinnovamento della clinica rappresenta quindi un investimento nella conservazione della biodiversità marina, offrendo nuove possibilità per la cura degli animali, la ricerca e la sensibilizzazione sul valore degli ambienti costieri.

Redazione

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