La Giunta regionale ha approvato uno schema di disegno di legge che punta a rafforzare la continuità del regime di esenzione dall’Irap per una specifica categoria di soggetti del Terzo Settore. Il provvedimento interviene in una fase di profonda riorganizzazione nazionale, con l’obiettivo di evitare che il passaggio al Registro Unico del Terzo Settore (Runts) possa generare incertezze o interruzioni nel trattamento fiscale già riconosciuto.
Nel dettaglio, la misura riguarda le attività non commerciali e gli enti già qualificati come Onlus che stanno completando il percorso di iscrizione nella sezione “Altri enti del Terzo settore”. Per queste realtà viene confermata la possibilità di mantenere le agevolazioni fiscali già in vigore, senza soluzioni di continuità e senza perdere le tutele maturate nel precedente regime.
Uno degli elementi centrali del provvedimento è proprio la salvaguardia degli enti ex Onlus, che rappresentano una parte rilevante del tessuto sociale e assistenziale. La norma regionale interviene per garantire che il processo di transizione verso il nuovo assetto normativo nazionale non comporti un indebolimento della loro operatività economica. In questo senso, viene ribadito il mantenimento della continuità fiscale come principio guida dell’intervento.
Secondo quanto previsto dal testo, gli enti interessati potranno quindi continuare a beneficiare dell’esenzione dall’Irap e delle agevolazioni già riconosciute, evitando così qualsiasi interruzione nel trattamento tributario. L’intento è quello di preservare la stabilità finanziaria di organizzazioni che svolgono attività fondamentali nei servizi sociali, nell’assistenza e nel sostegno alle comunità locali.
A sottolineare la portata del provvedimento è intervenuto anche l’assessore al Welfare e allo Sport della Regione Puglia, Cristian Casili, che ha evidenziato come la scelta si inserisca in un percorso già definito a livello nazionale. L’assessore ha descritto l’intervento come una decisione di equilibrio istituzionale, mirata a evitare che la fase di passaggio generi criticità operative per gli enti coinvolti. In particolare, ha ribadito che non si tratta di introdurre nuove agevolazioni, ma di confermare un impianto di tutele già esistente, rafforzando così la stabilità del sistema del Terzo Settore.
La ratio del provvedimento è dunque quella di accompagnare la trasformazione normativa senza creare discontinuità. Il Terzo Settore, infatti, sta attraversando un processo di riordino complessivo che mira a rendere più chiara e uniforme la disciplina degli enti non profit a livello nazionale. In questo contesto, le Regioni sono chiamate a svolgere un ruolo di supporto, evitando squilibri nella fase applicativa della riforma.
Dal punto di vista dell’iter legislativo, la proposta dovrà ora affrontare i passaggi istituzionali successivi. Il disegno di legge sarà esaminato in Commissione e successivamente discusso in Consiglio regionale, dove verrà valutata la sua approvazione definitiva. Questo percorso è parte integrante del processo ordinamentale previsto per le leggi regionali e consente un approfondimento tecnico e politico del testo.
Il provvedimento si inserisce quindi in una strategia più ampia di accompagnamento alla riforma del Terzo Settore, con l’obiettivo di rendere il quadro normativo più stabile e prevedibile. In particolare, l’attenzione è rivolta a evitare che le fasi di transizione possano tradursi in disagi per gli enti coinvolti, soprattutto per quelli che operano storicamente nel settore sociale e assistenziale.
In questo scenario, la conferma del regime agevolativo rappresenta un elemento di continuità importante per migliaia di realtà associative che si trovano oggi a ridefinire il proprio inquadramento giuridico. La scelta regionale punta così a garantire una transizione ordinata verso il nuovo sistema, mantenendo saldo il sostegno alle organizzazioni che contribuiscono quotidianamente al welfare territoriale.
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