Si apre un caso attorno all’assegnazione di una borsa di studio al Policlinico di Bari, vinta da Maria Carmen Lorusso, ex consigliera comunale. Dopo la diffusione della notizia, la Regione Puglia è intervenuta disponendo il blocco della procedura e avviando verifiche sull’iter amministrativo.
Il provvedimento regionale punta a chiarire la correttezza dell’intero procedimento, con particolare attenzione ai requisiti richiesti dal bando e alle modalità di selezione adottate. L’intervento è stato attivato attraverso il Nucleo ispettivo regionale sanitario (Nirs), incaricato di effettuare gli accertamenti.
La borsa di studio, della durata annuale, era collegata a un progetto scientifico in ambito oncologico. Lorusso, laureata in Giurisprudenza, aveva partecipato alla selezione risultando vincitrice, ma la sua posizione ha sollevato interrogativi a causa del coinvolgimento in un procedimento giudiziario.
L’ex consigliera è infatti imputata in un processo nato dall’inchiesta denominata “Codice interno”. Secondo quanto emerso, il bando prevedeva specifiche condizioni sui carichi pendenti, elemento che ha portato la Regione a richiedere un’immediata verifica sulla corretta applicazione delle regole.
L’attenzione si concentra quindi sulla fase di ammissione e valutazione delle candidature. Gli accertamenti dovranno stabilire se tutti i requisiti siano stati rispettati e se la procedura si sia svolta nel pieno rispetto delle norme, senza anomalie.
Nel frattempo, la diretta interessata ha fornito la propria versione dei fatti. Attraverso i legali, Lorusso ha dichiarato di aver indicato nella domanda la presenza dei procedimenti penali a suo carico, sostenendo quindi la trasparenza della propria candidatura.
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