La crisi abitativa in Italia sta investendo non solo le fasce più fragili della popolazione ma anche il ceto medio, messo in difficoltà da canoni di locazione insostenibili, scarsità di immobili disponibili e mancanza di politiche pubbliche adeguate. A distanza di un anno dal primo sit-in nazionale, l’Alleanza municipalista per il diritto alla casa è tornata a Roma per sollecitare un intervento deciso da parte del governo, presentando un piano in dieci punti pensato per affrontare in maniera sistemica l’emergenza.
L’iniziativa ha visto l’adesione di oltre 40 amministrazioni comunali, tra cui il Comune di Bari, che ha partecipato attraverso l’assessore Nicola Grasso, delegato all’Edilizia residenziale pubblica e all’emergenza abitativa.
Il documento presentato evidenzia come il diritto all’abitare sia oggi fortemente compromesso, con effetti diretti su salute, lavoro, studio e qualità della vita. A essere in crisi non è solo l’edilizia residenziale pubblica, ma l’intero sistema abitativo italiano, sottoposto a pressioni crescenti causate da fenomeni come gli affitti brevi turistici, la carenza di studentati, l’aumento delle morosità e l’inadeguatezza delle politiche fiscali.
Il piano elaborato dalle città dell’Alleanza propone:
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Una legge quadro nazionale per uniformare i criteri di accesso all’edilizia pubblica e rilanciare gli investimenti sull’Erp;
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Utilizzo gratuito di immobili pubblici non utilizzati, con percorsi di recupero e rigenerazione urbana;
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Rifinanziamento costante dei fondi per affitto e morosità incolpevole, per sostenere le famiglie in difficoltà;
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Normativa nazionale sugli affitti brevi, per limitare la sottrazione di alloggi al mercato residenziale;
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Piano strutturale per l’emergenza abitativa, ispirato al modello Housing First per le persone senza dimora;
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Revisione del sistema fiscale, per incentivare gli affitti a canone concordato e penalizzare gli immobili lasciati vuoti;
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Incentivi all’edilizia sociale industrializzata, per velocizzare la realizzazione di nuovi alloggi;
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Sostegno alle agenzie sociali per la locazione, che facilitano l’incontro tra domanda e offerta di case a prezzi calmierati;
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Potenziamento degli studentati pubblici e accessibili, per garantire il diritto allo studio in tutte le città universitarie;
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Creazione di fondi immobiliari pubblici, destinati all’aumento di alloggi a prezzo sostenibile per giovani, studenti e famiglie.
Secondo i promotori, il governo deve assumere la responsabilità politica di invertire decenni di disinvestimento sul fronte abitativo. La richiesta è che il piano venga integrato nella legge di bilancio, con risorse dedicate e stabili nel tempo, per garantire l’efficacia delle misure.
Il Comune di Bari, come altre realtà aderenti all’Alleanza, sottolinea l’urgenza di una strategia nazionale, in grado di valorizzare il lavoro quotidiano degli enti locali senza lasciarli soli nella gestione dell’emergenza.
Il piano proposto rappresenta una roadmap concreta per affrontare le criticità del presente e costruire un nuovo modello abitativo più giusto, equo e inclusivo.
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