La nuova fase dell’indagine sulla gestione finanziaria dell’Agenzia Regionale del Turismo della Puglia ha portato a un ulteriore intervento della guardia di finanza, che ha eseguito due decreti di sequestro preventivo per un valore superiore a 800mila euro. Il provvedimento, emesso dal gip di Bari su richiesta della Procura, riguarda nove persone indagate per peculato, riciclaggio e autoriciclaggio, ritenute coinvolte in un presunto sistema di distrazione di risorse pubbliche.
Secondo gli investigatori, il denaro sarebbe stato prelevato direttamente dai conti dell’Ente regionale, attraverso pratiche considerate irregolari e non riconducibili alle reali funzioni ricoperte dagli indagati. Le indagini, coordinate dalla Procura e affidate al nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Bari, hanno evidenziato un quadro che, nel periodo compreso tra il 2017 e il 2022, avrebbe seguito modalità definite dagli inquirenti come un vero e proprio metodo consolidato.
Al centro dell’inchiesta sono finite le decisioni attribuite all’allora dirigente generale ad interim dell’Agenzia, oggi deceduto, e al responsabile dell’Ufficio pagamenti. Secondo la ricostruzione investigativa, il sistema contestato sarebbe stato basato sull’utilizzo sistematico di fondi pubblici per scopi personali, una pratica che avrebbe trovato esecuzione attraverso una gestione irregolare degli emolumenti erogati.
Le attività di approfondimento avrebbero portato alla luce compensi stipendiali e somme “fuori busta” ritenuti sproporzionati rispetto alle mansioni e all’inquadramento contrattuale dei beneficiari. Tali importi, stando agli investigatori, sarebbero stati destinati non solo al responsabile dell’Ufficio pagamenti, ma anche a un altro funzionario pubblico alla guida di un diverso ufficio dell’Agenzia nel periodo oggetto di accertamento.
Parallelamente, gli inquirenti affermano di avere individuato operazioni di entità minore riconducibili a familiari e soci degli indagati principali, pagamenti che avrebbero ulteriormente ampliato il perimetro della presunta distrazione di risorse pubbliche.
L’azione investigativa non si sarebbe limitata all’Agenzia Regionale del Turismo, poiché altri elementi emersi hanno coinvolto anche i conti dell’ex Azienda di Promozione Turistica della provincia di Foggia, poi assorbita all’interno della stessa Agenzia. In tale ambito sarebbero emersi pagamenti eseguiti dal conto di tesoreria a favore del responsabile dell’Ufficio pagamenti e di un suo familiare, che – secondo la ricostruzione – non avrebbe intrattenuto rapporti di lavoro con l’Ente.
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