Arriva una svolta nella vertenza Natuzzi con la firma di un accordo al Ministero del Lavoro tra azienda e organizzazioni sindacali. L’intesa riguarda la gestione della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (Cigs) fino al 31 dicembre 2026 e introduce condizioni migliorative rispetto alle richieste iniziali avanzate dal gruppo.
Il punto centrale dell’accordo è la riduzione dell’impatto sugli occupati. La percentuale di lavoratori coinvolti nella Cigs scende al 62%, rispetto all’80% inizialmente ipotizzato dall’azienda. Un risultato ottenuto al termine di un confronto serrato, condotto con la mediazione delle istituzioni, che ha portato a un compromesso ritenuto più sostenibile sul piano sociale.
Tra gli elementi qualificanti dell’intesa vi è anche l’introduzione di criteri di rotazione equa tra i lavoratori, con un confronto preventivo obbligatorio tra azienda e rappresentanze sindacali nella definizione dei calendari. Questo meccanismo punta a distribuire in modo più uniforme il ricorso agli ammortizzatori sociali, limitando gli effetti su singoli dipendenti.
Un altro aspetto rilevante riguarda la gestione economica della misura. È previsto l’anticipo della Cassa Integrazione in busta paga, soluzione che consente di evitare ritardi nei pagamenti e garantire maggiore continuità reddituale ai lavoratori coinvolti.
Nonostante l’intesa, i sindacati mantengono alta l’attenzione sul futuro del gruppo. Resta infatti aperto il tema del piano industriale e delle prospettive produttive, con le organizzazioni dei lavoratori che chiedono risposte chiare al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’obiettivo è ottenere garanzie sulla tenuta occupazionale e sulla presenza industriale nei territori tra Puglia e Basilicata.
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