Le fabbriche Natuzzi in Puglia e Basilicata sono rimaste completamente deserte oggi, con l’adesione allo sciopero che, secondo quanto riportato dalla Fillea Cgil, ha raggiunto il 100% dei lavoratori. Gli operai si sono radunati a Roma davanti alla sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in attesa di sviluppi sulla vertenza che coinvolge circa 1800 dipendenti.
La trattativa, negli ultimi tempi, ha vissuto alti e bassi significativi. Nelle settimane scorse sembrava profilarsi un avanzamento, con l’annuncio dell’avvio delle procedure di due diligence da parte del ministero e la possibile entrata di Invitalia nella gestione della società. Tuttavia, nei giorni successivi sono arrivati segnali contrastanti: è riemerso il rischio di chiusura di stabilimenti e delocalizzazione della produzione in Romania, alimentando preoccupazione tra i lavoratori.
Chiarezza e tutela dei posti di lavoro sono al centro delle rivendicazioni sindacali. Luigi Sideri, segretario generale della Filca Cisl Bari, ha dichiarato: “La Filca Cisl non intende assistere passivamente all’ennesimo confronto interlocutorio. Chiediamo risposte concrete e impegni chiari sul futuro di Natuzzi e dei circa 1800 lavoratori tra Puglia e Basilicata. Le nostre richieste sono semplici: tutela integrale dei livelli occupazionali, difesa del perimetro industriale italiano, recupero delle produzioni delocalizzate e un piano industriale credibile che garantisca continuità e sviluppo”.
Il sindacalista ha aggiunto che il tempo degli annunci è finito: “Il rilancio del Gruppo deve basarsi su investimenti, innovazione, formazione e valorizzazione delle competenze presenti negli stabilimenti italiani. Non possiamo permettere che il peso della crisi ricada ancora sui lavoratori e sui territori. Ci aspettiamo responsabilità dall’azienda e pieno coinvolgimento delle istituzioni. Dietro questa vertenza ci sono persone, famiglie e un intero distretto produttivo che non può essere disperso”.
Oggi la mobilitazione si traduce in uno sciopero totale e manifestazioni davanti al Ministero, con l’obiettivo di ottenere certezze immediate sul futuro di uno dei gruppi simbolo del Made in Italy. La vertenza Natuzzi resta quindi al centro del dibattito industriale nazionale, con riflessi non solo occupazionali ma anche sul tessuto economico dei territori interessati.
Seguici su
Aggiungi baritomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.