Sanità pugliese, deficit in calo ma resta l’emergenza conti

Il bilancio consolidato 2025 ridimensiona il disavanzo, mentre la Regione valuta interventi fiscali e straordinari per coprire le perdite

Il quadro economico della sanità pugliese mostra segnali di lieve miglioramento, ma continua a evidenziare criticità strutturali. Il disavanzo complessivo del sistema sanitario regionale si attesta infatti intorno ai 350 milioni di euro, una cifra inferiore rispetto alle precedenti stime ma comunque significativa per la sostenibilità finanziaria del comparto.

Il dato emerge dalla chiusura del bilancio consolidato d’esercizio 2025, che include Aziende sanitarie locali, Policlinici e Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. Alla data del 30 aprile, le perdite complessive degli enti sanitari hanno raggiunto i 361 milioni di euro, cifra che si riduce grazie agli utili registrati dalla Gestione Sanitaria Accentrata, pari a circa undici milioni. Questo riequilibrio parziale ha contribuito a ridimensionare il passivo finale.

Entrando nel dettaglio delle singole realtà, emerge una situazione fortemente disomogenea sul territorio. Solo due aziende sanitarie registrano risultati positivi, seppur marginali: l’Asl di Bari chiude con un utile di circa 97mila euro, mentre la Bat si mantiene appena sopra il pareggio con un avanzo inferiore ai 3mila euro. Tutte le altre strutture presentano invece bilanci in rosso, con numeri rilevanti.

Tra i deficit più consistenti spiccano quelli delle Asl di Foggia e Brindisi, rispettivamente con circa 78,3 milioni e 57,6 milioni di euro di perdite. Anche Taranto e Lecce registrano passivi significativi, pari a 54 milioni e 46 milioni. Non meno preoccupante è la situazione del Policlinico di Bari, che evidenzia un disavanzo di 75 milioni di euro.

Ulteriori criticità emergono dagli istituti ospedalieri e di ricerca. L’Istituto Oncologico di Bari e il De Bellis di Castellana Grotte accumulano oltre 9 milioni di euro di deficit, mentre l’azienda ospedaliero-universitaria Riuniti di Foggia segna un rosso di quasi 30 milioni. Questi numeri delineano un sistema sanitario regionale caratterizzato da squilibri diffusi, nonostante alcuni segnali positivi isolati.

Di fronte a questo scenario, la Regione Puglia è chiamata a individuare rapidamente soluzioni per coprire il disavanzo, con una scadenza fissata al 31 maggio. Tra le opzioni sul tavolo figura l’aumento dell’addizionale Irpef, una misura che potrebbe garantire nuove entrate ma che richiede attenzione per evitare ricadute sulle fasce più vulnerabili della popolazione.

Il presidente della Regione, Antonio Decaro, ha sottolineato in un recente confronto con le organizzazioni sindacali che un eventuale incremento fiscale dovrebbe essere accompagnato da interventi paralleli. Tra questi, una revisione della spesa pubblica e tagli ai costi della politica, con l’obiettivo di bilanciare il peso economico e tutelare i cittadini con minore capacità contributiva.

Un’alternativa allo studio è rappresentata dal possibile commissariamento del sistema sanitario regionale. Questa soluzione consentirebbe di attribuire poteri straordinari al presidente della Regione, facilitando l’adozione di misure urgenti per il risanamento dei conti. Tuttavia, si tratta di un’opzione complessa, che comporta implicazioni sia amministrative sia politiche.

Nel complesso, la riduzione del deficit rispetto alle stime iniziali rappresenta un segnale incoraggiante, ma non sufficiente a risolvere le criticità strutturali del sistema sanitario pugliese. La necessità di interventi tempestivi e mirati resta una priorità per garantire l’equilibrio finanziario e la qualità dei servizi offerti ai cittadini.

Redazione

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