La Corte di Appello di Bari ha confermato la decisione emessa in primo grado sul naufragio del traghetto Norman Atlantic, mantenendo il quadro giudiziario con tre condanne e 21 assoluzioni. La tragedia, avvenuta nel dicembre del 2014 durante una traversata nel Mar Adriatico, provocò decine di vittime e numerosi feriti.
La sentenza d’appello ribadisce il verdetto sul naufragio del traghetto Norman Atlantic
La Corte di Appello di Bari ha confermato la sentenza relativa al disastro del traghetto Norman Atlantic, respingendo le richieste della Procura generale che puntavano a modificare l’esito del primo grado. I giudici hanno quindi mantenuto le assoluzioni per i 21 imputati già prosciolti dal Tribunale di Bari.
La vicenda giudiziaria si è conclusa con tre condanne confermate e una serie di assoluzioni nei confronti di armatori, società coinvolte e alcuni membri dell’equipaggio. La Procura generale aveva presentato ricorso chiedendo il riconoscimento dell’aggravante legata alla presunta violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, elemento che era stato escluso nella precedente fase processuale.
Tra le persone per cui l’accusa aveva chiesto una condanna figuravano anche l’armatore Carlo Visentini, le società proprietaria e noleggiatrice della nave e alcuni componenti dell’equipaggio, sia italiani sia greci. Tuttavia, la Corte ha dichiarato inammissibile l’appello presentato dal pubblico ministero nei confronti delle società, confermando integralmente le assoluzioni stabilite in primo grado.
Ridotte le pene per gli unici tre imputati condannati
Nel corso del procedimento d’appello sono stati inoltre ratificati gli accordi sulle pene relativi ai tre imputati che erano già stati condannati in primo grado per il reato di naufragio colposo. Per loro la Corte ha disposto una riduzione delle sanzioni previste.
Il comandante della nave, il ligure Argilio Giacomazzi, ha visto la pena passare da sei anni a quattro anni di arresti domiciliari. Anche per gli altri due membri dell’equipaggio sono state applicate riduzioni: Gianluca Assante, originario della Campania, è passato da una condanna di cinque anni e quattro mesi a tre anni di lavori di pubblica utilità, mentre Francesco Nardulli, pugliese, ha ottenuto una riduzione da tre anni a due anni di reclusione con sospensione della pena.
Le tre condanne riguardano esclusivamente responsabilità legate al naufragio colposo, mentre per gli altri imputati la Corte ha confermato il proscioglimento.
La tragedia del dicembre 2014
Il naufragio del Norman Atlantic si verificò nella notte tra il 27 e il 28 dicembre 2014, mentre il traghetto era impegnato nella tratta tra Grecia e Italia. L’incidente causò una delle più gravi tragedie marittime degli ultimi anni nel Mediterraneo.
A bordo della nave si trovavano circa 500 passeggeri. Nel corso delle operazioni di soccorso, 31 persone persero la vita e 19 risultarono disperse, mentre altri 64 passeggeri riportarono ferite. L’emergenza rese particolarmente complesse le attività di evacuazione e salvataggio, coinvolgendo diversi mezzi e squadre di soccorso.
La vicenda ha dato origine a un lungo iter giudiziario, concluso in appello con la conferma sostanziale del verdetto pronunciato dal Tribunale di Bari. La decisione dei giudici ha quindi lasciato invariato l’impianto principale della sentenza di primo grado, con le responsabilità penali riconosciute soltanto nei confronti dei tre imputati già condannati.
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