Entrare in una casa e notare per prima cosa la scala è un’esperienza sempre più comune. Negli ultimi anni la posizione della scala nelle abitazioni italiane è diventata progressivamente più centrale, soprattutto nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni di un certo livello, dove l’elemento di collegamento tra piani viene esposto, valorizzato, scelto come uno dei protagonisti dell’arredamento. Allo stesso tempo, la pressione sugli spazi domestici impone alla scala un altro tipo di lavoro: occupare poco, funzionare bene, sostenere un uso quotidiano intenso. Due esigenze che convivono dentro la stessa progettazione.
È la scena di lavoro quotidiana di Flaviano Le Noci, titolare di Momo Scale, realtà artigianale di Noci, in provincia di Bari, attiva da oltre trent’anni nella produzione di scale su misura per interni ed esterni. «Il cliente medio oggi non vuole più una scala generica», osserva Le Noci. «Anche chi non ha competenze tecniche cerca di farla parlare con il resto dell’arredamento, e di solito arriva già con riferimenti ai materiali della cucina, alle finiture degli infissi, ai colori delle pareti. È un’attenzione trasversale, che riguarda fasce di clientela diversissime: dal cantiere di pregio alla ristrutturazione di fascia media.»
Ingresso in casa: la scala come scena d’apertura
Una delle trasformazioni più visibili nelle abitazioni di oggi è la posizione delle scale all’ingresso. Nelle nuove costruzioni e in molte ristrutturazioni la scala è collocata in punti visibili, spesso nella prima area che si incontra appena varcata la soglia. È un cambio di paradigma rispetto a una tradizione che relegava la scala in vani secondari o in spazi tecnici interni.
«Quando una scala è in posizione visibile, è la prima cosa che colpisce chi entra», precisa Le Noci. «Se è progettata bene, diventa subito un elemento d’arredo che dice qualcosa di chi abita lì. Per questo viene curata come si cura un mobile importante della casa.» Una scelta che ha conseguenze anche sulla fase progettuale: la scala in vista non può essere pensata in autonomia, deve essere concepita in relazione al pavimento, alle pareti, alla cucina che eventualmente le sta accanto.
Il dialogo con i materiali della casa
L’altra dimensione del cambiamento riguarda i materiali. Una scala che entra a far parte dell’arredamento non può adottare materiali arbitrari: deve dialogare con quelli già scelti per pavimenti, infissi, ringhiere, mobili. Quando il dialogo riesce, l’effetto è una continuità visiva che il visitatore percepisce immediatamente, anche senza saperla nominare.
«Il principio è abbastanza semplice: la scala non può essere un elemento estraneo all’ambiente che la ospita», sottolinea Le Noci. «Se in casa c’è un certo tipo di legno, lo si richiama nei gradini; se ci sono finiture metalliche, le si riprende nella ringhiera. La coerenza visiva è una delle prime cose che il cliente percepisce, anche quando non la sa esprimere apertamente.» Lo stesso principio guida anche le scale esterne, dove pavimentazione, materiali del giardino e finiture della facciata diventano il vocabolario di base.
Luce, trasparenza e colore: la scala contemporanea
Sul piano del linguaggio estetico, la scala contemporanea racconta un orientamento ormai stabile: meno sfarzo, più essenzialità. Le linee si fanno pulite, le strutture si alleggeriscono, i materiali si mescolano per ridurre l’ingombro visivo. La scala non vuole più sovrastare l’ambiente, ma integrarsi e, dove possibile, valorizzarlo.
«Spesso si applicano dei LED e si va alla ricerca di colori particolari», racconta Le Noci. «È un modo di lavorare che fa diventare la scala anche un elemento di luce, non soltanto di passaggio.» Soluzioni che funzionano particolarmente nelle case con ingresso a tutta altezza, dove la scala diventa protagonista anche di sera, quando la luce naturale lascia il posto a quella artificiale e i giochi di illuminazione disegnano nuove geometrie sul gradino. Allo stesso modo, la scelta dei colori esce dal binario tradizionale del legno naturale per spostarsi su tinte più decise, sempre coordinate al resto della casa.
In tutte queste declinazioni, dalla scena d’ingresso al dialogo con i materiali fino ai giochi di luce, ritorna lo stesso principio: la scala non è più un complemento subordinato. È diventata parte attiva del progetto di casa, e la sua progettazione richiede oggi un’attenzione che fino a qualche anno fa era riservata alle pareti d’ingresso o alla cucina. Un cambiamento che ha guidato negli ultimi decenni l’attività di Momo Scale, realtà artigianale di Noci, in provincia di Bari, dove ogni scala viene disegnata e realizzata in funzione del contesto specifico in cui verrà installata.
Visita il sito https://www.momoscale.eu/
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